Jazz, soul & blues
Quincy Jones

Produttore, arrangiatore e compositore leggendario, Quincy Jones fu ben più di un ospite di Montreux: amico intimo di Claude Nobs e uno dei pilastri artistici del festival. Nel 1991 ne codiresse l’edizione e diresse l’orchestra dell’ultimo concerto di Miles Davis, momento inciso nella storia del jazz. Il suo attaccamento alla città si legge ovunque: un busto nel giardino del Montreux Palace, un ritratto autografato donato dal pittore Franck Bouroullec al Montreux Jazz Café e una delle grandi sale del 2M2C ristrutturato che oggi porta il suo nome.
Quincy Jones: tre anni di condirezione, trent’anni di fedeltà
Condirettore del festival
Nel 1991 Claude Nobs fa di Quincy Jones il coproduttore ufficiale del Montreux Jazz Festival, un mandato di tre anni, fino al 1993. Per Nobs è il coronamento di un sogno: portare nella direzione del suo festival uno dei produttori più premiati della storia della musica.
I due uomini condividono la stessa concezione della programmazione: non lasciarsi rinchiudere in un genere, far dialogare il jazz, il soul, il pop e la classica sugli stessi palchi.
Il colpo d’apertura: convincere Miles Davis
La condirezione si apre con un’impresa. Insieme a Claude Nobs, Quincy Jones ottiene da Miles Davis ciò che nessuno aveva ottenuto: che rieseguisse il suo vecchio repertorio, lui che rifiutava ogni forma di ritorno indietro da decenni.
L’8 luglio 1991 Miles Davis interpreta dunque gli arrangiamenti scritti per lui da Gil Evans alla fine degli anni Cinquanta. Quincy Jones dirige l’orchestra. È l’unica volta nella loro vita che i due uomini condividono un palco, e uno degli ultimi concerti di Miles Davis, che muore il 28 settembre successivo.
La registrazione esce nel 1993 con il titolo «Miles & Quincy Live at Montreux» e vale a Davis il suo settimo Grammy.
Un’amicizia sopravvissuta a Claude Nobs
La relazione tra i due uomini va ben oltre l’ambito professionale: è descritta, da entrambe le parti, come fraterna. Quincy Jones torna a Montreux ogni estate, per suonare, programmare o semplicemente ascoltare.
Quando Claude Nobs muore, nel gennaio 2013, molti si aspettano che il legame si allenti. Accade il contrario: Quincy Jones continua a venire ogni estate e assume il ruolo di ambasciatore del festival. Le sue venute proseguiranno fino al 2019.
Muore nel novembre 2024, a 91 anni. Il festival gli rende omaggio come a uno dei suoi padrini.
Ciò che resta a Montreux
Il suo busto, con le braccia alzate come un direttore d’orchestra, si erge nel giardino del Montreux Palace, tra quelli degli artisti che Claude Nobs aveva fatto venire. Al Montreux Jazz Café, un ritratto dipinto da Franck Bouroullec porta la sua dedica autografa.
Una delle grandi sale del 2M2C porta oggi il suo nome. Il suo concerto dell’8 luglio 1991, filmato, fa parte degli archivi del festival iscritti nel registro Memoria del mondo dell’UNESCO.
Luoghi collegati
▸Buste de Quincy JonesBustoApri il luogo →

© Visit Montreux Il leggendario produttore, con le braccia da direttore d’orchestra alzate, storico complice di Claude Nobs.
▸Funky Claude's BarLuogo con cimeliApri il luogo →

© Reisememo.ch, CC BY L’ex Harry’s Bar, covo delle star e delle jam session del festival, ribattezzato in omaggio a Claude Nobs.
▸Quincy Jones HallHall del 2M2CApri il luogo →
Foto in arrivoIl grande spazio del 2M2C rinnovato, con terrazza vista lago, intitolato in omaggio all’amico fedele del festival.
▸Portrait dédicacé de Quincy JonesDipintoApri il luogo →

© Visit Montreux Un grande ritratto dipinto di Quincy Jones, autografato di suo pugno, esposto al Montreux Jazz Café.
▸Montreux Jazz FestivalFestival / centro congressi 2M2CApri il luogo →

© Visit Montreux Il cuore del festival dal 1993: sotto lo stesso tetto, l’Auditorium Stravinski e le sale che ogni estate accolgono metà della storia della musica.
▸2M2C, Montreux Music & Convention CentreCentro congressi / sale da concertoApri il luogo →

© Visit Montreux L’edificio fisso che ospita, ogni estate, il Montreux Jazz Festival, e il resto dell’anno la stagione culturale della città: l’Auditorium Stravinski e le sale vicine sotto lo stesso tetto.
Foto
Quincy Jones, Montreux


