Canzone & varietà
Yvette Guilbert
Yvette Guilbert (1865-1944), diseuse e cantante, fu per il music-hall ciò che Sarah Bernhardt fu per il teatro. Immortalata da Toulouse-Lautrec, figura slanciata e guanti neri, impose la «chanson rosse», tra tenerezza e crudeltà, sorretta da un’arte della dizione rimasta celebre. La Riviera fu tra i suoi palcoscenici: cantò più volte a Montreux, al Casino-Kursaal come all’Hôtel National, tra il 1902 e il 1912, a sala gremita. Ritiratasi nel Midi, dedicò la fine della vita a salvaguardare il vecchio repertorio della canzone francese.
Yvette Guilbert, la diseuse fin de siècle
Il manifesto vivente della Belle Époque
Nata a Parigi nel 1865, Yvette Guilbert trova verso il 1890 il suo stile: la «chanson rosse», tra tenerezza e crudeltà, sorretta da un’arte della dizione rimasta celebre. La sua voce tagliente e il suo senso della scena seducono tanto gli habitué dello Chat Noir quanto il pubblico popolare dei café-concerts.
I guanti neri di Toulouse-Lautrec
Nel 1893 il pittore Toulouse-Lautrec la scopre e non la lascia più: la immortala, figura slanciata, capelli rossi e guanti neri fino al gomito. Quell’immagine ne fa una delle icone della Belle Époque.
Montreux, tra il 1902 e il 1912
La Riviera fu tra i suoi palcoscenici: cantò più volte a Montreux, al Casino-Kursaal come all’Hôtel National, tra il 1902 e il 1912, a sala gremita.
Il monumento della canzone francese
Nella seconda parte della carriera diventa studiosa: esplorando biblioteche e archivi, fa rivivere il vecchio repertorio dei trovatori e trovieri, che canta fino alle università americane e alla Carnegie Hall. Ritiratasi nel Midi, muore ad Aix-en-Provence nel 1944, divenuta un monumento della canzone francese.
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© Chantal Dervey L’edificio attorno a cui ruota tutta la storia musicale di Montreux: incendiato nel 1971, ricostruito, ospita lo studio dei Queen e vide nascere il festival.