Canzone & varietà
Alain Delon

Si conosce l’attore, meno il cantante. Alain Delon (1935-2024), uno dei volti più celebri del cinema francese, « Delitto in pieno sole », « Rocco e i suoi fratelli », « Il Gattopardo », « Frank Costello faccia d’angelo », ha anche, a tempo perso, posato la voce su alcuni dischi, dal successo « Paroles… paroles… » con Dalida alla copertina di culto degli Smiths. Sulla Riviera affittò un appartamento a Territet, a La Margeride, con la sua compagna di allora, l’attrice Mireille Darc, e frequentava il caffè del Théâtre de l’Alcazar.
Alain Delon, l’attore che a volte faceva rima con la musica
Un attore a Territet
La Riviera vodese ha a lungo attirato le star del cinema: Charlie Chaplin a Corsier, Audrey Hepburn lì vicino e, per il tempo di una storia d’amore, Alain Delon a Territet. Con l’attrice Mireille Darc, sua compagna per quindici anni, affittò un appartamento a La Margeride, un edificio degli anni Settanta dalla facciata scolpita.
Qui la coppia conduceva una vita da vicini più che da star: li si poteva incrociare al caffè del Théâtre de l’Alcazar, vicino alla strada. Mireille Darc figurava anche tra gli invitati dell’inaugurazione del ricostruito Casino de Montreux, nel 1975, accanto a Charlie Chaplin e all’attore Eddie Constantine.
Delon, la Svizzera e il Lemano
Territet fu solo una tappa di un lungo sodalizio con la Svizzera. Come Audrey Hepburn, ritirata nella sua casa « La Paisible » presso Morges, Delon vi cercava quel rifugio di discrezione che il paese offriva alle star stanche della propria leggenda. Il suo gusto per la regione risalirebbe a scampagnate degli anni Sessanta a Crans-Montana con Lino Ventura. Nel 1978, a quarantatré anni, si stabilì dalle parti di Ginevra, a Chêne-Bougeries e poi a Champel, e otterrà più tardi la nazionalità svizzera.
Il lago gli offrì anche uno dei suoi più bei ruoli tardivi: « Nouvelle Vague », girato nel 1990 in una proprietà nei dintorni di Nyon sotto la direzione di Jean-Luc Godard, cineasta stabilitosi e morto a Rolle, sull’altra sponda del Lemano. Delon ne conservò un ricordo commosso, che evocò ancora alla scomparsa del cineasta (Paris Match).
« Paroles… paroles… » e la varietà
Per il grande pubblico, Alain Delon e la musica sono anzitutto « Paroles… paroles… », il successo di Dalida del 1973 su cui l’attore posa la voce. Vi interpreta il ruolo del bel parlatore, che sussurra i suoi complimenti mentre la cantante ne deride le grosse ficelle. Secondo la leggenda riportata da « Paris Match », avrebbe curato il suo passaggio al microfono ripetendo « Come sei bella » come un mantra, fino alla risata di Dalida.
Delon tornerà più volte alla varietà: un duetto kitsch con la diva Shirley Bassey, « Thought I’d ring you » (1983); « Comme au cinéma » (1987), su una musica di Romano Musumarra, in cui parla di sé tra due ondate di sassofono; o ancora, più toccante, « Les moulins de mon cœur » di Michel Legrand, intonata in diretta televisiva in mezzo a una tavolata che comprendeva Jane Birkin, Johnny Hallyday e Serge Gainsbourg.
« Laetitia », la perla di François de Roubaix
Il più bel successo musicale di Delon è anche il meno noto: « Laetitia », canzone scritta nel 1966 per la colonna sonora del film « Gli avventurieri » di Robert Enrico, in cui interpreta uno dei protagonisti. La sua voce vi suona sorprendentemente intonata, sorretta dalla musica del compositore François de Roubaix.
De Roubaix, a lungo venerato da una cerchia di melomani e cinefili, è passato alla posterità quando Robbie Williams ha costruito il suo successo « Supreme » su un campione della sua musica per « Dernier domicile connu » (1970). Il musicista morì nel 1975 in un incidente subacqueo alle Canarie. Su una foto della seduta di registrazione, Delon gli dedicò questa battuta: « Peccato che tu abbia talento, altrimenti avresti avuto successo. »
Un’icona pop: The Smiths e Madonna
Il volto di Delon ha segnato il pop ben oltre i suoi stessi dischi. Nel 1986, il gruppo britannico The Smiths scelse per la copertina dell’album « The Queen Is Dead » un’immagine dell’attore, con gli occhi chiusi, tratta dal film « L’Insoumis » (1964). « Libération » ricorda che Delon aveva dato il suo accordo, chiedendo soltanto, invano, di cambiare il titolo, i suoi genitori gradivano poco vederlo su un disco intitolato « La regina è morta ». Da buon giocatore, posò poi in copertina della rivista « Top 50 » con la maglietta di quella copertina.
Fan dell’attore, Madonna gli dedicò nel 2012 un brano del suo album « MDNA », « Beautiful Killer », che rimandava a « Frank Costello faccia d’angelo » e si chiudeva, in sostanza, sull’idea che si potesse essere un bel killer senza mai eguagliare Alain Delon. Nel 2015 la star confidava che era stato la sua cotta da adolescente: « È così carismatico. »