Musica classica
Arthur Rubinstein

Arthur Rubinstein (1887-1982), uno dei più grandi pianisti del XX secolo, scoprì la Riviera da adolescente. Nato a Lodz in una famiglia poco incline alla musica, bambino prodigio presentato al violinista Joseph Joachim, studiò a Berlino grazie a una borsa ottenuta da quest’ultimo. Fu ancora Joachim a inviarlo da Ignacy Paderewski, pianista e futuro uomo di Stato polacco, stabilitosi a Riond Bosson, presso Morges, che invitò il connazionale a trascorrere l’estate in Svizzera. Di lì, verso il 1905, Rubinstein soggiornò al Caux Palace, sopra Montreux: il palace aveva solo tre anni, e il giovane lo paragonò a «un piroscafo immobile». Curioso di tutto, leggendo in polacco, in russo e in tedesco, frequentò nel corso della vita Saint-Saëns, Casals, Caruso, Sarah Bernhardt, Colette, Picasso, Djagilev, Stravinskij e Ansermet.
Arthur Rubinstein: otto volte al Septembre Musical
Un habitué del festival, fino a ottantasei anni
Il giovane che scoprì il Caux Palace nel 1905 diventa, mezzo secolo dopo, uno dei pilastri del Septembre Musical di Montreux: dal 1958 al 1965, Arthur Rubinstein vi partecipa otto volte. Al culmine della gloria, sembra tanto felice di conquistare il pubblico quanto la sua giovinezza aveva espresso una gioia infantile, una gioia che lo sostiene ancora nel 1973, quando il pianista, a ottantasei anni, torna a suonare a Montreux per ricevervi il Prix mondial du disque, un anno dopo il violinista Joseph Szigeti.
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