Arti visive
Pascal Bettex

Nato a Basilea nel 1953, Pascal Bettex scopre l’arte cinetica a dieci anni davanti a una mostra di Jean Tinguely, «quelle enormi macchine arrugginite che facevano un baccano incredibile» (24 heures, 4 ottobre 2017). Stabilitosi a Clarens dal 1973 nella casa del padre, si dedica pienamente all’arte cinetica dal 1997, in un atelier che ha battezzato «la cattedrale della felicità». È lui il creatore di «Allô Claude», l’omaggio a Claude Nobs in una cabina telefonica.
Pascal Bettex, l’arte cinetica dopo Tinguely
Dalla «cattedrale della felicità» agli ingranaggi quadrati
Figlio di un ingegnere chimico, Pascal Bettex cresce a Basilea prima che suo padre acquisti la casa di Clarens dove vive tuttora. « Ha iniziato a rompere tutto per ricostruirlo, mi ha impressionato », racconta (24 heures, 4 ottobre 2017). Dal 1991 al 2001 dirige il negozio di artigianato Le Cadeau Impossible, dove scivola progressivamente verso l’arte cinetica. Installa poi il suo atelier in un’ex fabbrica elettrica di Montreux, la «cattedrale della felicità», dove un cartello avverte: « Non è necessario essere pazzi per lavorare qui. Ma aiuta. »
A differenza di Tinguely, le cui macchine rumorose lo avevano affascinato da bambino, Bettex privilegia meccanismi silenziosi e colorati, assemblati a partire da oggetti e macchine antiche recuperati. Dal 2016 è il primo artista cinetico a sviluppare ingranaggi non circolari: quadrati che fanno girare dei trifogli, ovali che si incastrano e si azionano a vicenda (24 heures). « Lo scopo non è prendere in giro la gente, ma invitarla a porsi delle domande », riassume, definendosi al contempo lo « specialista dei cosi inutili ».
2013: «Allô Claude», il primo premio del pubblico
Nel 2013, Pascal Bettex riempie una vecchia cabina telefonica di piccoli oggetti e meccanismi che raccontano la vita di Claude Nobs, morto nel gennaio dello stesso anno. «Allô Claude» vince il primo premio del pubblico della Biennale de sculpture de Montreux ed entra nella collezione della Fondation du Montreux Jazz Festival. L’installazione si visita oggi sul quai Edouard Jacoud.
2025: un omaggio per il centenario di Tinguely
Per il centenario della nascita di Jean Tinguely, nel 2025, Pascal Bettex installa vicino alla Maison de Commune, sul quai Edouard-Jaccoud, un’opera costruita attorno alla cabina di una gru Sagrave da 75 tonnellate, recuperata a Ouchy e volutamente lasciata arrugginita per ritrovare «il mondo anarchico e faceto di Tinguely», completata da una replica in miniatura del suo «Eureka», presentato all’Expo di Losanna del 1964. Il suo vicino d’atelier Nicolas Bamert, della Taulan Art Factory, vi porta il suo tocco di colore (mymontreux.ch).
