Sale e palcoscenici
Académie suisse de Cor des Alpes
 di Montreux.](/images/optimized/places/academie-cor-des-alpes_secours.jpg)
- Tipo
- Ensemble di corno delle Alpi
- Indirizzo
- Montreux
L’Académie suisse de Cor des Alpes (Alphorn Academy of Switzerland) è stata fondata nel 1998 da Francis Scherly e Jozsef Molnar, e ha sede a Montreux. Offre ai suoi membri prove e corsi collettivi a Villeneuve, Villars-Sainte-Croix e Corpataux, lezioni individuali con insegnanti dedicati, e organizza seminari di una settimana in Svizzera e all’estero. È soprattutto richiesta per il suo grande « Ensemble » di quindici-trenta corni delle Alpi, la cui potenza sonora impressiona il pubblico.
L’Académie suisse de Cor des Alpes
Fondata nel 1998 a Montreux
Nella primavera del 1998, Francis Scherly e Jozsef Molnar si ritrovano a Surval, sulle alture di Montreux, per immaginare un’accademia del corno delle Alpi. La visione si concretizza presto: l’Académie suisse de Cor des Alpes è fondata nel 1998 e diventa un’associazione nel 2000, con sede a Montreux. La sua vocazione è semplice: rallegrare gli amanti della musica tradizionale con la vibrazione intemporale dei suoni del corno. Propone prove e corsi collettivi a Villeneuve, Villars-Sainte-Croix e Corpataux, lezioni individuali e seminari di una settimana in Svizzera e all’estero.
L’accademia ha accompagnato la rinascita del corno delle Alpi: dalla sua fondazione, il numero di suonatori è più che raddoppiato in Svizzera. Riunisce oggi un centinaio di membri attorno a una carta che promuove convivialità e solidarietà. Francis Scherly, cofondatore divenuto presidente onorario, ama ricordare che « gli incontri che vi si fanno superano, sul piano umano, la prestazione musicale ».
Un grande ensemble che viaggia
L’accademia è soprattutto richiesta per il suo « Ensemble », che riunisce da quindici a trenta corni delle Alpi secondo gli eventi: una formazione rara, la cui potenza sonora lascia un ricordo indimenticabile. Si è esibita in innumerevoli luoghi, dal Montreux Jazz Festival al Verbier Festival, dalla Patrouille des Glaciers alle feste del 1º agosto, dal Château de Chillon ai Rochers-de-Naye, in partenariato con la MOB.
I suoi corni hanno risuonato anche ben oltre i confini: Parigi, Tenerife, la Cina, l’Ungheria, l’Austria, il Marocco, l’Egitto, l’Irlanda o il Kenya. L’ensemble si esibisce volentieri all’aperto, per esempio sotto il Marché couvert di Montreux.
Diari di viaggio
Le tournée dell’accademia si leggono come diari di viaggio: decine di corni delle Alpi di 3,60 metri distesi sulla piazza Jemaa el-Fna di Marrakech, davanti al forte di Mombasa, vicino a Innsbruck o sulla cresta dei Rochers-de-Naye.
Ogni tappa ha i suoi aneddoti: una serenata improvvisata sul sagrato di Notre-Dame a Parigi, un picchetto d’onore per gli ufficiali del Vertice della francofonia a Montreux, un omaggio a Luxor ai 36 svizzeri uccisi nell’attentato del 1997, o le scimmie keniote venute a infilare l’orecchio nella campana. « Arrivare con un corno delle Alpi è come arrivare con una deliziosa tavoletta di cioccolato », riassume Francis Scherly.
Il corno delle Alpi
Strumento mitico, il corno delle Alpi affascina per la sua dimensione e la sua sonorità. Interamente in legno di abete rosso, misura 3,40 o 3,60 metri, non ha pistoni e produce solo suoni naturali, con la sola pressione dell’aria e delle labbra nel bocchino. Il suo canto può arrivare a oltre dieci chilometri. A lungo riservato alla musica folkloristica, si è aperto a composizioni contemporanee, al jazz e persino al pop, senza perdere nulla della sua forza aggregante.
Usato fin dal XIV secolo dai mandriani per comunicare da una valle all’altra e per calmare gli animali alla mungitura, avrebbe potuto finire al museo: fu l’epoca romantica a salvarlo, facendone un simbolo nazionale.