Case, alberghi e ristoranti
Gstaad

- Tipo
- Stazione di montagna
- Indirizzo
- 3780 Gstaad, Oberland bernois
Gstaad non è sulla Riviera, ma ne è il prolungamento naturale: il treno del Montreux Oberland bernois (MOB) vi sale direttamente da Montreux, in un’ora e mezza di viaggio panoramico attraverso i vigneti del Lavaux, il Pays-d’Enhaut e i passi dell’Oberland. È questa linea, e non l’autostrada, a spiegare perché i visitatori di Montreux si ritrovano così spesso in questa stazione bernese, e perché gli artisti di passaggio sul lago vi avevano le loro abitudini.
Gstaad, in fondo alla linea panoramica
Un’ora e mezza di treno da Montreux
La linea del MOB parte dalla stazione di Montreux, si eleva sopra il lago in pochi minuti e prosegue verso Les Avants, Château-d’Œx e Saanen prima di raggiungere Gstaad. Il tragitto, gestito oggi con il nome di GoldenPass, è diventato un’attrazione in sé.
È ciò che distingue Gstaad da Zurigo o Ginevra, ben più lontane: da Montreux la stazione è una gita in giornata, come lo è Losanna, a mezz’ora di treno nell’altra direzione.
Lo chalet Ariel e il Gstaad Palace
Elizabeth Taylor acquistò qui, nel 1962, lo chalet Ariel, che divenne la sua base europea e il luogo dove trascorreva la fine dell’anno. Lo tenne fino alla morte, nel 2011.
Fu in questo chalet che Michael Jackson si rifugiò dal 27 settembre al 2 ottobre 1993, l’indomani del suo concerto di Tenerife, in piena tournée Dangerous. Era anche un habitué del Gstaad Palace, il grande albergo che domina la stazione: nel 2006 propose di rilevarlo per intero.
Anche David Bowie e la moglie Iman soggiornarono a Gstaad, all’inizio del 1993. Il cantante, che viveva allora sulla Riviera, al Clos des Mésanges a Blonay, conosceva bene la stazione.
Inizio gennaio 1993: David Bowie e Iman
All’inizio di gennaio 1993 David Bowie trascorre qualche giorno a Gstaad con la moglie Iman, sposata a Losanna l’anno precedente.
Viveva allora al Château du Signal, a Losanna. Gstaad era uno dei pochi posti dove lo si notava: il quotidiano 24 heures ricorda che lo si incrociava «di tanto in tanto al mercato il sabato mattina o sulle piste da sci di Gstaad».
Il documentario «David Bowie’s Secret Friend», dedicato al suo amico ginevrino Sandro Sursock, rivela un altro passaggio: su richiesta di quest’ultimo, Bowie accettò di recarsi a una festa privata a Gstaad, tra invitati che non conosceva (watson).
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