Musica classica
Igor Stravinski

Igor Stravinskij (1882-1971) visse a Clarens, in riva al lago a ovest di Montreux, all’inizio del XX secolo. Fu nel quartiere di Tavel che, nel 1913, completò «La sagra della primavera», l’opera che fece scandalo a Parigi prima di rivoluzionare tutta la musica del secolo, la partitura porta la dicitura «Clarens». La città lo omaggia con una statua e con l’Auditorium Stravinski, la grande sala inaugurata nel 1993 nel cuore del Montreux Jazz Festival.
Igor Stravinskij: «La sagra della primavera» è nata a Clarens
Una famiglia russa si stabilisce in riva al lago
Igor Stravinskij arriva a Clarens alla fine dell’estate del 1910, con la moglie, i due figli e due domestici. Ha ventotto anni e ha appena conosciuto il suo primo grande successo con «L’uccello di fuoco».
Non si stabilisce in una casa ma cambia indirizzo più volte: la pensione des Tilleuls, l’Hôtel du Châtelard, l’Hôtel des Crêtes, poi la casa «La Pervenche». Resterà nella regione fino al 1915, prima di raggiungere Morges e poi la Francia nel 1920. Quei cinque anni sulla Riviera sono i più decisivi della sua vita di compositore.
Uno sgabuzzino di due metri e mezzo per lato
L’opera che avrebbe fatto vacillare la musica del XX secolo non è stata scritta in un salotto con vista sul lago. Durante l’inverno 1911-1912, Stravinskij lavora a Clarens in una stanza minuscola e quasi vuota: uno sgabuzzino di circa due metri e mezzo per lato, arredato con un pianoforte verticale attutito, un tavolo e due sedie.

È lì, in quel ripostiglio, che prendono forma i ritmi martellati e le dissonanze della «Sagra della primavera», dopo «L’uccello di fuoco» (1910) e «Petruška» (1911), il suo terzo grande balletto.
«Terminato a Clarens, l’8 marzo 1913»
L’8 marzo 1913 Stravinskij termina la partitura orchestrale completa. La firma e la data di suo pugno: «terminato a Clarens, l’8 marzo 1913».
Questa dicitura è ciò che lega definitivamente l’opera a Montreux. Nessuna targa sarebbe bastata: è il manoscritto stesso a nominare il comune.
Lo scandalo di Parigi
Ottantadue giorni dopo, il 29 maggio 1913, «La sagra della primavera» viene rappresentata per la prima volta al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, sotto la direzione di Pierre Monteux.
Il tumulto comincia fin dall’introduzione e cresce all’ingresso dei danzatori. Diventa presto impossibile sentire la musica. Le risate di scherno e il frastuono coprono perfino la voce di Nijinskij, che grida i numeri dei passi ai danzatori dalle quinte. Una quarantina di spettatori vengono espulsi.
La rappresentazione arriverà comunque alla fine, con il tumulto che si placa durante la seconda parte, e la serata si chiuderà con le chiamate alla ribalta. L’opera scritta in un ripostiglio di Clarens aveva appena portato la musica in un altro secolo.
Sulle sue tracce oggi
A Clarens una via porta il nome di rue du Sacre du Printemps, e una targa segnala il quartiere di Tavel dove Stravinskij lavorò. La statua del compositore si erge davanti all’Auditorium Stravinski, la grande sala inaugurata nel 1993 che porta il suo nome ed è il cuore del Montreux Jazz Festival.
Il suo pianoforte, costruito in Russia verso il 1880, è conservato al Musée de Montreux, nella sala dedicata agli ospiti e ai montreusiani celebri. Trentacinque anni prima di lui, un altro russo aveva trovato rifugio a Clarens: Pëtr Il’ič Čajkovskij vi aveva composto il suo Concerto per violino.

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