Musica classica
Piotr Ilitch Tchaïkovski

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893) soggiornò tre volte a Clarens tra il 1877 e il 1879, alla Villa Richelieu. Vi veniva per fuggire: il suo matrimonio era appena fallito e la sua salute nervosa era pessima. Eppure è lì, di fronte al Lemano, che scrisse una delle pagine più eseguite del repertorio. Il suo Concerto per violino in re maggiore, iniziato il 17 marzo 1878, era interamente orchestrato l’11 aprile: meno di un mese. A Clarens lavorò anche a «Evgenij Onegin» e a «La pulzella d’Orléans».
Čajkovskij a Clarens: un concerto in meno di un mese
Tre soggiorni alla Villa Richelieu
Čajkovskij scopre Clarens nell’autunno del 1877, in un momento di crisi personale. Si stabilisce alla Villa Richelieu, una pensione in riva al lago, e vi completa l’orchestrazione del primo atto di «Evgenij Onegin».
Vi torna due volte: dal 9 marzo al 7 aprile 1878, poi da gennaio a metà febbraio 1879. Ogni volta fa installare un pianoforte nel salone e lavora. Il terzo soggiorno è quasi interamente dedicato alla «Pulzella d’Orléans».
In una lettera alla sua protettrice Nadežda von Meck, una ricca vedova che non incontrerà mai, ma con cui scambiò quasi quattordici anni di corrispondenza e a cui aveva appena dedicato la sua Quarta sinfonia, confida ciò che il luogo rappresenta per lui: «Fuori dalla Russia, non conosco alcun luogo dove l’anima possa trovare la tranquillità come a Clarens. Dopo la vita agitata di Firenze, questo angolo tranquillo in riva al lago maestoso, di fronte alle gigantesche montagne coperte di neve eterna, fa sgorgare in me sentimenti un poco malinconici. Tuttavia non rimpiango un solo istante di essere venuti qui. Nella mia camera c’è un ottimo pianoforte.»
Autunno 1877: la Quarta sinfonia, il « Destino »
Questo primo soggiorno, nell’autunno del 1877, non è solo una fuga. A trentasette anni, già celebre, tre sinfonie, un primo concerto per pianoforte, « Il lago dei cigni », Čajkovskij attraversa una crisi intima dopo un matrimonio disastroso. Clarens gli offre ciò che Byron, leggendo Rousseau, vi aveva già cantato in « Childe Harold »: un rifugio « dagli urti mondani ».
È lì che si getta nella sua Quarta sinfonia, quella del « Destino ». Il primo movimento si apre su una fanfara di corni, il richiamo implacabile del destino, prima che gli archi aprano lo spazio delle pianure russe; l’Andante « in modo di canzona », dal canto suo, sembra nato dalla calma lemanica. Nell’ottobre 1877 scrive a Nikolaj Rubinstein di non poter terminare « Evgenij Onegin », tanto è « terribilmente attratto dalla sinfonia che, credo, è la migliore che io abbia scritto finora ».
La dedica a Nadežda von Meck, « la mia migliore amica », la benefattrice che finanzia questi soggiorni e a cui, anno dopo anno, confiderà i suoi stati d’animo (Tchaikovsky Research, Klin; Constantin Floros, « Peter I. Tschaikowsky », 2019).
Primavera 1878: il Concerto per violino
Il secondo soggiorno è il più fecondo. Čajkovskij è accompagnato dal fratello Modest, poi raggiunto dal violinista Iosif Kotek, ex allievo dei suoi corsi di teoria a Mosca e, con ogni probabilità, qualcosa di più.

La presenza di Kotek cambia tutto: il compositore, che non era violinista, dispone all’improvviso di un interprete per provare ogni idea. Insieme leggono la « Symphonie espagnole » di Édouard Lalo, appena pubblicata: è lei a dargli lo slancio. Inizia il Concerto per violino in re maggiore il 17 marzo 1878. L’11 aprile l’opera è interamente orchestrata.
Meno di un mese per un concerto oggi eseguito in tutto il mondo, e che il dedicatario previsto giudicò dapprima ineseguibile. È nato a Clarens, in una pensione in riva al lago.
La Villa Richelieu e la Clarens dei musicisti
La Villa Richelieu è scomparsa, e il suo sito ha cambiato volto tre volte: divenuta l’Hôtel Continental, fu demolita e poi sostituita nel 1982 dallo Hyatt, oggi il Royal Plaza, a ovest del parco Vernex.
Čajkovskij condivide Clarens con Igor Stravinskij, che vi comporrà «La sagra della primavera» trentacinque anni dopo: due rivoluzioni russe della musica scritte nello stesso villaggio. Il Concerto per violino, dal canto suo, porta la menzione della sua nascita svizzera in tutte le biografie del compositore. Del resto conosceva la regione da tempo: il suo diario del 25 luglio 1873 lo mostra mentre cammina da Vevey a Montreux e visita il castello di Chillon, proprio quello che aveva ispirato a Byron « Il prigioniero di Chillon »; dalla sua ammirazione per il poeta inglese nascerà più tardi la sua sinfonia « Manfred » (1885). Si univa così ai romantici che il Lemano aveva già attirato, da Felix Mendelssohn a Richard Wagner, prima che un Richard Strauss ancora seguisse. La RTS ha dedicato a questo soggiorno due episodi della sua trasmissione «L’Oreille d’abord» (1; 2); l’erudito vodese Pierre Meylan gli aveva già dedicato un articolo nelle Feuilles musicales nel 1954.
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