Montreux Music

Musica classica

Felix Mendelssohn

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Felix Mendelssohn

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847), compositore romantico e prodigio, si innamorò della Riviera durante un viaggio giovanile. Il 6 agosto 1831, partito da Vevey, salì al Col de Jaman e ridiscese per Allières e Chernex, sulle alture di Montreux, incantato dal lago, dai torrenti e dalle Dents-du-Midi. «Di tutti i paesi che conosco, il più bello è il canton Vaud», scrisse. Escursionista entusiasta e fine disegnatore, lasciò della regione pagine ammirate. A lui si devono «Sogno di una notte di mezza estate», la sinfonia «Italiana» e la riscoperta della «Passione secondo Matteo» di Bach.

Un compositore a piedi sulle alture

Da Chernex alla Dent de Jaman, con Pauline

Nell’estate del 1831 Mendelssohn ha ventidue anni e attraversa la Svizzera soprattutto a piedi. Cinque anni prima, nel 1826, aveva composto la celebre ouverture del « Sogno di una notte di mezza estate », la musica di scena da cui nascerà più tardi la famosa Marcia nuziale. Sulle alture di Montreux, a Chernex, si ferma « a bere un latte caldo » prima di valicare il Col de Jaman; una giovane contadina «con il suo cappello vodese», di nome Pauline, prende il suo bagaglio nella gerla e lo accompagna su verso la Dent de Jaman.

Raggiungono Allières verso mezzogiorno; egli riprende il suo sacco, la saluta con una stretta di mano e scende da solo, per i prati, fino a Château-d’Oex. Di questo angolo di mondo conserverà un ricordo abbagliato: « Come sono belli i sentieri di Montreux! Di tutti i paesi che conosco, il più bello è il canton Vaud. Se Dio mi concedesse una lunga vecchiaia, è là che vorrei vivere » (« Lettres inédites », 1864).

Melodie svizzere nelle sue sinfonie

La Svizzera segnò la sua musica ben prima di questo viaggio. Da bambino, nel 1821, l’aveva già scoperta durante un soggiorno in famiglia. Tornato a Berlino, inserì arie ascoltate sul posto nelle sue sinfonie giovanili per archi: lo Scherzo della Nona reca l’indicazione «Schweizerlied», e quello dell’Undicesima riprende una canzone di nozze dell’Emmental. La Riviera vodese lasciò così la sua traccia nell’opera di uno dei più grandi romantici.

Montreux, calamita dei romantici

Mendelssohn non è solo. Finché le Alpi passarono per un muro spaventoso, le si evitava; ma non appena gli spiriti dell’Illuminismo, Saussure, Haller e Rousseau, ne ebbero rivelato la bellezza, poeti e musicisti romantici vi vennero in cerca d’ispirazione. I più intrepidi sfidavano le cime, come lui; altri preferivano la dolcezza delle rive, come Pëtr Il’ič Čajkovskij, Richard Strauss o, prima di loro, Richard Wagner. Anche Brahms amò questo lago.

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