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Miles Davis

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Miles Davis

Il trombettista Miles Davis (1926-1991) fu uno degli artisti più legati al Montreux Jazz Festival, dove si esibì dieci volte e costruì una profonda complicità con Claude Nobs. Il suo ultimo concerto ebbe luogo a Montreux, nel luglio 1991: vi accettò, cosa rara, di rieseguire il suo repertorio degli anni Sessanta arrangiato da Gil Evans, sotto la direzione di Quincy Jones, un addio commovente, immortalato poche settimane prima della sua morte. La città onora la sua memoria con un busto posto in riva al lago, di fronte alle Alpi, e con la Miles Davis Hall, una delle sale emblematiche del festival. Una delle sue trombe è inoltre esposta dal 1990 al ristorante La Rouvenaz, dove i fan vengono a vederla, anche se lui stesso non vi si è mai seduto a tavola. Per il suo centenario, nel febbraio 2026, è stata l’edizione di Miami del festival a rendergli omaggio, con la Miles Electric Band del nipote Vince Wilburn Jr. (Montreux Jazz Festival International).

Miles Davis a Montreux: diciotto anni di fedeltà, e un addio

La prima volta

Miles Davis sale per la prima volta su un palco montreusiano nel 1973. È allora in piena periodo elettrico, il più spiazzante della sua carriera, quello che divide la critica e allontana una parte del pubblico jazz.

Claude Nobs lo programma comunque, e lo riprogrammerà. È l’inizio di una relazione lunga diciotto anni, fatta di ritorni regolari e di un’amicizia autentica tra il trombettista e il fondatore del festival, scandita da ritorni regolari fino al suo ultimo concerto.

La loro complicità risale ancora più indietro. Nel 1964, al festival di Newport, Claude Nobs, allora sconosciuto, indossa una camicia folkloristica ricamata portata dalla Tunisia. « Hey man, that’s a nice shirt », gli dice Miles Davis. Nobs la toglie subito e gliela regala, a torso nudo. « This is the first time anybody gives me his shirt, off his back », risponde il trombettista, stupito. Claude Nobs ha raccontato la scena in « Le petit prince du jazz » (Le Matin, intervista di Peter Rothenbühler, 2011).

La loro amicizia risaliva al 1964. A Newport, Claude Nobs, ancora sconosciuto, indossava una camicia ricamata portata dalla Tunisia che Miles Davis notò: «Nice shirt.» Nobs se la tolse subito e gliela regalò, a torso nudo. «È la prima volta che qualcuno mi dà la sua camicia», si stupì il trombettista (Claude Nobs, «Le petit prince du jazz», Le Matin, 2011).

Ciò che rifiutava da trent’anni

Miles Davis aveva una regola: non tornare mai indietro. Non rieseguiva il suo vecchio repertorio, rifiutava la nostalgia, e lo aveva detto e ripetuto per decenni.

Ci vorranno Quincy Jones e Claude Nobs, insieme, per convincerlo a derogarvi una volta. L’occasione: un omaggio a Gil Evans, l’arrangiatore con cui aveva firmato i suoi capolavori orchestrali e che era appena morto, nel 1988. L’8 luglio 1991, Miles Davis riesegue dunque gli arrangiamenti scritti da Evans alla fine degli anni Cinquanta e all’inizio degli anni Sessanta, quelli di «Miles Ahead» (1957), «Porgy and Bess» (1959) e «Sketches of Spain» (1960).

Quincy Jones dirige l’orchestra. È la prima e unica volta nella loro vita che i due uomini condividono un palco.

« Summertime », con l’orchestra diretta da Quincy Jones, al Montreux Jazz Festival, nel 1991.

Sarà anche l’ultima apparizione di Miles Davis a Montreux. Muore il 28 settembre 1991, meno di tre mesi dopo.

Miles Davis diretto da Quincy Jones al Montreux Jazz Festival, l’8 luglio 1991: la prima e l’ultima volta che i due uomini condividono un palco.
Miles Davis diretto da Quincy Jones al Montreux Jazz Festival, l’8 luglio 1991: la prima e l’ultima volta che i due uomini condividono un palco.© Keystone / Patrick Aviolat

Il disco, e un settimo Grammy

Il concerto era stato registrato. Esce nel 1993 per Warner Bros. con il titolo «Miles & Quincy Live at Montreux», due anni dopo la morte del trombettista.

Il disco vale a Miles Davis il suo settimo Grammy Award, nella categoria della migliore esecuzione di grande ensemble jazz. Un addio catturato quasi per caso su un palco svizzero è così diventato uno dei suoi album più premiati.

Un busto sul quai de Vernex

Miles Davis ha il suo busto a Montreux, sul quai de Vernex, in riva al lago. Opera dello scultore montreusiano Bernard Bavaud, è stato donato nel 1996 dall’Associazione degli Amici del Montreux Jazz Festival per la trentesima edizione del festival. È rivolto verso quello di Richard Strauss, dello stesso scultore: su pochi metri di lungolago, il jazz e la classica si guardano.

Il busto di Miles Davis, sul quai de Vernex, a Montreux.
Il busto di Miles Davis, sul quai de Vernex, a Montreux.

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