Montreux Music

Sale e palcoscenici

Domaine Wannaz

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Una serata « Hawannaz Club » sul palco-barca del Domaine Wannaz, di fronte al lago e alle Alpi.
Una serata « Hawannaz Club » sul palco-barca del Domaine Wannaz, di fronte al lago e alle Alpi.
Tipo
Tenuta vinicola
Indirizzo
Chemin de Bahyse 12, 1091 Chenaux

Nel cuore delle terrazze del Lavaux patrimonio UNESCO, nel luogo stesso dove sorgeva dal XII secolo la Tour de Chenaux, il Domaine Wannaz è coltivato in biodinamica dal 2002 da Gilles Wannaz e da una squadra venuta da tutto il mondo. Da maggio a settembre, una volta al mese, le sue serate « Hawannaz Club » aprono al pubblico questa piccola isola di vigna: si degustano i vini della tenuta e si ascoltano artisti, ingresso a prezzo libero e musicisti pagati a cappello.

Il Domaine Wannaz e l’Hawannaz Club

La Tour de Chenaux e la biodinamica

La tenuta occupa un luogo di memoria: quello della Tour de Chenaux, eretta lì dal XII secolo, i cui ettari di vigna hanno attraversato i secoli. Gilles Wannaz la preserva con una squadra « arcobaleno », permanente o stagionale, venuta dal Brasile, da Capo Verde, dal Cile, dall’Eritrea, dal Libano, dal Portogallo e da altrove.

Convertita alla biodinamica dal 2002, la tenuta coltiva un’ampia gamma di vitigni, dallo chasselas al sauvignon blanc, passando per il muscat, la syrah, il gamay, il plant Robert, la mondeuse, il niellucciu, il gamaret, il diolinoir e il viognier.

L’Hawannaz Club: concerti a cappello

Una volta al mese, da maggio a settembre, la tenuta si muta in palcoscenico: le serate « Hawannaz Club » invitano ognuno a rifugiarsi su questa piccola isola circondata dalla vigna, attorno ai vini della casa, a cocktail analcolici e a una piccola ristorazione di stagione. Degli artisti vi presentano i loro progetti e portano il pubblico nel loro universo, il tempo di un concerto.

L’ingresso è a prezzo libero e i musicisti sono pagati « a cappello ». Il cappello posato davanti all’artista non è solo una tradizione: è la remunerazione diretta di un lavoro e di lunghe ore di prove, un gesto che mantiene viva e accessibile una cultura indipendente, nello spazio pubblico.

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