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Città e paesaggi

Lavaux

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Lavaux
© Alain Jarne
Tipo
Vigneti terrazzati, UNESCO
Indirizzo
Lavaux, rives du Léman, entre Lausanne et Montreux

Tra Losanna e Montreux, i pendii di Lavaux scendono verso il Lemano in una successione di terrazze sostenute da muri di pietra, modellate dai viticoltori fin dal Medioevo. Iscritto al patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2007, questo paesaggio di villaggi vignaioli, Saint-Saphorin, Rivaz, Épesses, Cully, Lutry, è anche una terra di musica. In primavera, il Cully Jazz Festival anima le cantine e le vie; Lavaux Classic porta la musica da camera nelle chiese e nelle tenute; il Festival Offenbach si tiene a Saint-Saphorin, mentre viticoltori come Vitis Musicalis e il Domaine Wannaz ospitano concerti tra i filari. La regione si percorre a piedi, di villaggio in villaggio, con un bicchiere in mano e una melodia in testa.

Lavaux, le vigne che cantano in riva al Lemano

Un paesaggio riconosciuto dall’UNESCO

Da Lutry, alle porte di Losanna, fino a Villeneuve e al Castello di Chillon, le terrazze di Lavaux coprono circa 830 ettari di vigne su una trentina di chilometri, sostenute da centinaia di chilometri di muri di pietra. È uno dei più vasti vigneti terrazzati d’Europa e uno dei più bei balconi sul Lemano e sulle Alpi. Dal 2007 questo paesaggio interamente modellato dall’uomo è patrimonio mondiale dell’UNESCO.

I tre soli di Lavaux

I viticoltori di Lavaux amano dire che le loro vigne ricevono tre soli: quello che brilla nel cielo, quello che si riflette sul Lemano e quello che i muri di pietra immagazzinano di giorno per restituirlo di notte. È questa tripla esposizione, insieme al lago che mitiga le gelate, a dare allo Chasselas e ai rossi della regione la loro maturità e finezza. Il paesaggio non è solo uno sfondo: fa il vino.

Mille anni di terrazze

Lavaux è nato dalla mano dell’uomo. Fin dalla seconda metà del XII secolo, i monaci cistercensi di Montheron, Haut-Crêt, Hauterive e Humilimont dissodarono i ripidi pendii del Dézaley e li sistemarono a terrazze per piantarvi la vigna. I loro nomi si leggono ancora sulle etichette: il Clos des Moines e il Clos des Abbayes, nel Dézaley, ricordano questa origine monastica. Otto secoli dopo, questi muretti e queste scalinate di pietra sono ancora in piedi, curati di generazione in generazione.

« Sauver Lavaux »

Nel XX secolo, l’urbanizzazione della Riviera minacciava di inghiottire le vigne. Nel 1972, l’associazione « Sauver Lavaux », guidata dall’ambientalista Franz Weber, portò la battaglia davanti al popolo. I Vodesi votarono due iniziative costituzionali di protezione, nel 1977 e nel 2005, e un’iniziativa legislativa nel 2014: ogni volta scelsero di mantenere Lavaux verde. Fu questa volontà popolare, tanto quanto la bellezza del luogo, a convincere l’UNESCO nel 2007.

La musica tra i filari

Lavaux non nutre solo l’occhio e il palato: nel corso dell’anno, anche la musica vi trova il suo posto. Ogni primavera, il Cully Jazz Festival trasforma il porticciolo di Cully in un palcoscenico a cielo aperto, dalle grandi scene alle cantine degli « Off ». Lavaux Classic porta la musica da camera nelle chiese e tra le vigne, mentre a Saint-Saphorin il Festival Offenbach unisce operetta e terroir. E dai viticoltori, Vitis Musicalis, il Domaine Wannaz e Humus & Wine hanno fatto delle loro cantine delle sale da concerto.

Jean Villard-Gilles, il poeta di Saint-Saphorin

Nato a Montreux nel 1895, il cantautore e poeta Jean Villard, detto Gilles, scelse Lavaux per vivere e scrivere. Si stabilì a Saint-Saphorin, conquistato dalla vista sul lago, sulle Alpi e sulle vigne, posandovi il pianoforte e il suo tavolo di lavoro. Sue sono « Les Trois Cloches », che Édith Piaf e Les Compagnons de la chanson avrebbero portato in tutto il mondo, e « La Venoge », diventata il tenero inno del Paese di Vaud. Sopra il villaggio, « La Vigne à Gilles » ne mantiene viva la memoria con una vendemmia celebrata ogni autunno.

Pierre Keller, il figlio di Grandvaux

Lavaux ha avuto il suo ambasciatore sgargiante: Pierre Keller (1945-2019), che viveva a Grandvaux, nel cuore del vigneto. Direttore dell’ECAL, la scuola d’arte di Losanna che portò tra le migliori d’Europa, trombettista e membro del consiglio di fondazione del Montreux Jazz Festival, presiedette anche per otto anni l’Ufficio dei vini vodesi, difendendo lo Chasselas con lo stesso brio dell’arte contemporanea. Provocatore, generoso, dalla rubrica leggendaria, univa vigna, musica e creazione.

Stephan Eicher e la zattera degli inutili

Anche il cantante Stephan Eicher ha posato le valigie tra le vigne. È al Domaine Wannaz, a Chenaux, che ha messo a punto « Le radeau des inutiles », un palco ambulante di legno pensato per ritrovare il pubblico da vicino, lontano dalle grandi sale. Tra i filari, di fronte al lago, la musica si fa intima: un’idea molto Lavaux, dove si condividono il bicchiere e la canzone.

« Le radeau des inutiles » di Stephan Eicher al Domaine Wannaz a Chenaux, giugno 2021.
« Le radeau des inutiles » di Stephan Eicher al Domaine Wannaz a Chenaux, giugno 2021.© Vanessa Cardoso

Prince canta Lavaux

Nel 2010, Prince ha dedicato al vigneto la più inattesa delle dichiarazioni: una canzone intitolata « Lavaux », sul suo album 20Ten. La storia comincia a Montreux. Venuto a suonare al festival, l’artista non voleva andare dritto in albergo: il responsabile dei trasporti Simon Tomei lo portò a spasso tra i pendii. Prince prese appunti, chiese che gli si scrivesse « Lavaux », si divertì per la sede della Nestlé a Vevey e i suoi cioccolatini. Da quella passeggiata nacque la canzone: il vigneto vodese cantato da una leggenda di Minneapolis.

Prince, « Lavaux », dall’album 20Ten (2010).

Tra le vigne, a piedi o in trenino

Lavaux si esplora lungo i sentieri tra le vigne che collegano i villaggi, da Saint-Saphorin a Cully passando per il Dézaley, con un bicchiere e uno spuntino nello zaino. Per risparmiare le gambe, due trenini turistici serpeggiano tra i filari: il Lavaux Express, da Lutry e Cully, e il Lavaux Panoramic, da Chexbres. Da Montreux bastano pochi minuti di treno per passare dai moli del festival alle terrazze del vigneto.

Artisti collegati :PrinceStephan EicherPierre KellerJean Villard-Gilles

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