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Domaine Vitis Musicalis

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Il Domaine Vitis Musicalis sulle terrazze del Lavaux, sopra il Lemano.
© Vincent Mivelaz
Il Domaine Vitis Musicalis sulle terrazze del Lavaux, sopra il Lemano.
Tipo
Tenuta vinicola
Indirizzo
Chemin du Daley 119, 1095 Lutry

Nella località Le Daley, sulle terrazze del Lavaux patrimonio mondiale, la famiglia Chollet coltiva la vigna dal 1921. Nel 2020, per il centenario della tenuta, l’ha ribattezzata « Vitis Musicalis »: qui i vini non sono affinati in barrique, ma allevati in musica. Classica e jazz risuonano giorno e notte sulle vasche, e nelle vigne si diffondono delle « proteodie ». Il motto della tenuta dice tutto: « La musica dà al vino ciò che la felicità dà all’Uomo, la firma di un’emozione da condividere. »

Vitis Musicalis: vini allevati in musica

Dal Daley ai monaci del Lavaux

La vigna plasma il Lavaux dal XII secolo, quando monaci cistercensi venuti dalla Borgogna conquistarono questi pendii ripidi irti di sterpaglie e pietre chiamati « dailles », da cui il nome del borgo del Daley. La creazione della tenuta, legata alla famiglia de Diesbach, risalirebbe al 1565.

Nel 1921 Auguste Chollet acquistò la tenuta all’asta. Quattro generazioni si sono succedute: Ernest (1930-1970), Alfred (1970-1992), poi Alain, oggi affiancato dal genero Stéphane Chollet, ex paesaggista divenuto viticoltore. Da quando Alain ha ripreso la tenuta, questa conduce la lotta antiparassitaria senza prodotti di sintesi dal 2014 e vanta la certificazione Vitiswiss.

Vini allevati in musica

« Non produciamo vini affinati in barrique, ma vini allevati in musica », riassume Stéphane Chollet. Ogni anno, durante la vinificazione da novembre a fine gennaio, Alain Chollet suona il sassofono in cantina; il resto del tempo, ventiquattr’ore su ventiquattro, classica e jazz sono diffuse da altoparlanti posati sulle vasche. Secondo il viticoltore, le vibrazioni provocano una micro-ossigenazione che porta complessità aromatica e ammorbidisce i tannini.

Nelle vigne, due volte al giorno, si levano delle « proteodie »: composizioni tratte dalla sequenza di amminoacidi di una proteina. È questo connubio di vino e musica che, nel 2020, ha fatto cambiare il nome del « Domaine Alain Chollet » in « Vitis Musicalis » (Gault&Millau).

« La Goutte » incontra Stéphane Chollet: vini allevati in musica, dalla vigna alla bottiglia.

Una tenuta da vivere: botti da fonduta e degustazioni-concerto

La tenuta si visita quanto si degusta. Alain Chollet vi ha sviluppato l’enoturismo, è all’origine del Lavaux Express, il trenino delle terrazze, e delle « vendemmie à la carte ». Oggi vi si trovano due botti allestite a capanne per la fonduta in mezzo alle vigne, con vista sul Lemano, una cupola invernale per le serate raclette, un apéro-pétanque e un vecchio torchio manuale del 1902, ancora in funzione.

Anche la musica si gusta dal vivo: la tenuta organizza degustazioni-concerto, dove si assaggiano i vini al ritmo dei musicisti, facendo del vigneto un luogo di condivisione culturale tanto quanto gastronomica.

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