Montreux Music

Jazz, soul & blues

Prince

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Prince
Prince al Montreux Jazz Festival, nel 2013, foto Marc Ducrest.

Prince (1958-2016), genio pop di Minneapolis e autore di « Purple Rain », fu uno dei musicisti più inventivi e più riservati della sua epoca. Montreux divenne uno dei suoi rifugi: ospite a sorpresa nel 2007, vi tornò nel 2009 e nel 2013, e dedicò persino una canzone alla regione, « Lavaux ».

Prince, il vigneto di Lavaux e il festival

16 luglio 2007: la Jazz Night allo Stravinski

Il 16 luglio 2007, Prince è l’ospite a sorpresa del festival, tenuto segreto fino a edizione inoltrata. L’annuncio fa il giro del mondo: la più grande pop star dell’epoca dopo Michael Jackson esce dal ritiro per condurre una « Jazz Night » nella cornice intima dell’Auditorium Stravinski. Come raccontava il giornalista François Barras su 24 heures, il concerto figurava sulla sua pagina Wikipedia diversi giorni prima di aver luogo, come un evento già storico.

La sera, la sicurezza è estrema: né fotografi, né telecamere, né telefoni. Si intravede il cantante verso le 19.30, dopo il sound check, « molto elegante, tutto in beige, con un grande cappello nero », il tempo di raggiungere la sua limousine. Il concerto, annunciato per le 21, comincia tre quarti d’ora più tardi, in una sala piena per due terzi.

Un trio di ottoni attraversa il pubblico sulle note di « When the Saints », in un’atmosfera New Orleans. Prince appare in abito rosso, occhiali e cappello neri, riceve gli assoli dei suoi musicisti, prova una chitarra, accenna un passo di danza e se ne va, senza pronunciare una parola: una lunga jam jazzy, un « anticoncerto » pop. Più tardi nella notte, tiene un secondo concerto al Jazz Café, il club del festival.

Prince al Jazz Café, il club del festival, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2007, dopo il suo concerto allo Stravinski dove aveva vietato le foto.
Prince al Jazz Café, il club del festival, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2007, dopo il suo concerto allo Stravinski dove aveva vietato le foto.© Laurent Gilliéron
Prince vicinissimo al pubblico durante la jam session del Jazz Café, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2007.
Prince vicinissimo al pubblico durante la jam session del Jazz Café, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2007.© Keystone / Laurent Gilliéron

2009: il guitar hero

Visibilmente conquistato dalla sua prima esperienza sulle rive del Lemano, Prince torna il 18 luglio 2009 per due concerti dati la stessa sera all’Auditorium Stravinski. Qualche giorno prima ha provato al Petit Palais, messo a sua disposizione dal festival, con una formazione ridotta e virtuosa.

Il manifesto del concerto eccezionale di Prince alla 43ª edizione del Montreux Jazz Festival, nel 2009.
Il manifesto del concerto eccezionale di Prince alla 43ª edizione del Montreux Jazz Festival, nel 2009.© Keystone / Laurent Gilliéron

I due concerti, in gran parte inediti nel contenuto e nei brani eseguiti, si rispondono a specchio. Il primo, su un tempo calmo, è di una bellezza melodica rara: Prince canta divinamente e snoda alcuni degli assoli di chitarra più ispirati della sua carriera. Il secondo riparte nella stessa vena, ma più ritmato.

Un innamorato di Montreux e di Lavaux

Oltre ai concerti, è tutta la regione ad aver conquistato Prince.

È questa venuta del 2009 a sancire il suo legame con la regione. Simon Tomei, responsabile dei trasporti del festival, era andato a prenderlo all’aeroporto: «Prince non voleva rientrare subito in albergo, così gli ho proposto di visitare la regione. Abbiamo preso l’uscita di Chexbres per raggiungere Vevey su strada, attraverso i vigneti», racconta all’agenzia ATS. «Gli ho spiegato il marchio UNESCO, i vini, l’estensione del vigneto. Ha mostrato grande interesse e preso appunti, chiedendomi di compitare alcuni nomi, tra cui Lavaux.»

Da quella passeggiata nasce «Lavaux», uno dei dieci brani dell’album «20Ten», uscito nel 2010. La canzone evoca anche «i cioccolatini di Vevey»: l’edificio della Nestlé aveva divertito il cantante. La notizia, rivelata dapprima dal quotidiano 24 heures, fu confermata dal portavoce del festival Francesco Laratta a swissinfo, nel luglio 2010. La sera, Prince aveva incontrato lo scultore veveysano Zapoff, al MAD Club, a Losanna.

«Lavaux», il brano che Prince ha dedicato alla regione, sull’album «20Ten» (2010).

2010: Prince, semplice spettatore

L’anno seguente, nel 2010, Prince torna a Montreux da semplice spettatore, senza protezione particolare. Segue i concerti di Janelle Monáe, al Miles Davis Hall e poi al Funky Claude’s Bar, che allora si chiamava Harry’s Bar. Tra i due, condivide un boccone con Quincy Jones e Shania Twain in un locale pubblico della città, come riferiva Julien Delafontaine su 20 minutes.

2013: la grandissima orchestra

Non c’è due senza tre. Nel 2013, l’anno della scomparsa di Claude Nobs, Prince dà tre concerti, uno per sera, il 13, 14 e 15 luglio. Per le prime due serate sale sul palco con diciannove musicisti, la più grande formazione di tutta la sua carriera, un gruppo che darà solo una manciata di concerti, a cominciare da quelli di Montreux.

Prince e una parte dei suoi diciannove musicisti al Montreux Jazz Festival, nel 2013.
Prince e una parte dei suoi diciannove musicisti al Montreux Jazz Festival, nel 2013.© Marc Ducrest / FFJM

Per due sere lo « Strav » assume l’aria dell’Apollo Theater. Erede di James Brown, Prince si fa maestro di cerimonie: al suo comando, l’orchestra « scava il groove », accumula assoli, si diverte e diverte il pubblico.

L’ultima serata, l’ultimo concerto di Prince in terra vodese, cambia tutto. Rivisita il suo repertorio in quartetto rock, accompagnato dal suo gruppo 3rdeyegirl, e termina con una lunga jam in cui lancia campioni della sua opera, ripresi dal gruppo e da decine di spettatrici e spettatori invitati sul palco.

Il dilemma di una superstar

Ogni passaggio di Prince ha fatto notizia, ma le sue scelte hanno talvolta spiazzato il pubblico venuto a vedere « il » Prince dei successi: « Non c’erano abbastanza tormentoni », « non ha suonato la chitarra », si sentiva all’uscita. Significativamente, è il suo ultimissimo concerto, nel 2013, l’unico non pensato appositamente per Montreux e la cui forma era stata rodata in Nord America in primavera, a mettere infine tutti d’accordo. Per i suoi fan, quelle serate sul lago hanno forgiato una parte della sua leggenda.

Quando Prince muore, il 21 aprile 2016, era in tournée con « Piano and a Microphone », solo con la sua voce e un pianoforte. Lo spettacolo doveva passare dalla Svizzera alla fine del 2015, al Théâtre de Beaulieu di Losanna e in una sala lucernese, prima di essere annullato dopo gli attentati del Bataclan. Si racconta che avrebbe potuto diventare la sorpresa dell’ultimo minuto del Montreux Jazz 2016: questa volta, il sogno non si avverò.

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