Montreux Music

Sale e palcoscenici

Funky Claude's Bar

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Funky Claude's Bar
© Visit Montreux
Tipo
Luogo con cimeli
Indirizzo
Fairmont Le Montreux Palace, Avenue Claude-Nobs 2, 1820 Montreux (à côté de Furer)

Questo bar del Fairmont Le Montreux Palace si chiamava un tempo Harry’s Bar: il ritrovo imprescindibile di tutte le star di passaggio a Montreux, dove le jam session del festival si prolungavano fino all’alba. David Bowie, Aretha Franklin, Jimi Hendrix, Herbie Hancock, Eddie Murphy e Boy George hanno firmato il suo libro d’oro, custodito con cura da Tania Gauger, che diresse il locale per dieci anni. Ribattezzato in omaggio al soprannome di Claude Nobs in «Smoke on the Water» («Funky Claude was running in and out»), fa vivere lo spirito del festival tutto l’anno con concerti dal vivo e cocktail dai nomi d’artista. È anche qui che i membri dei Queen amavano venire a bere qualcosa dopo le loro sessioni di registrazione ai vicini Mountain Studios.

Dall’Harry’s Bar al Funky Claude’s Bar

L’Harry’s Bar, nato a Venezia

Il bar dell’hotel si chiamava Harry’s New York Bar. L’idea è di Alfred Frei, allora direttore del Palace: in viaggio d’affari a Venezia, aveva perso il suo battello e si era rifugiato nell’Harry’s New York Bar della città, la cui atmosfera lo conquistò al punto da volerne una uguale a Montreux. Il bar fu inaugurato il 2 novembre 1984, al posto di un vecchio negozio.

Il ritrovo delle star del festival

L’Harry’s Bar divenne il ritrovo degli artisti di passaggio, alcuni dei quali vi tenevano concerti improvvisati: Stevie Wonder, Prince, Carlos Santana, Simply Red, Chaka Khan, Jamiroquai o Michel Petrucciani. Quincy Jones vi era di casa, tanto che il menù proponeva un piatto con il suo nome, il « poussin Quincy », un galletto speziato di cui era goloso.

I Queen tra mezzanotte e l’una del mattino

Tania Gauger, che gestì l’Harry’s Bar dal 1984 al 1994 (è scomparsa nel 2019), ha raccontato in un’intervista del 20 maggio 2007 pubblicata da Montreux Celebration: «Freddie, Brian, Roger e alcuni tecnici venivano spesso a bere qualcosa dopo le registrazioni ai Mountain Studios. Arrivavano sempre tra mezzanotte e l’una del mattino.» Collocava quelle visite attorno al 1988.

Venivano lì, diceva, perché lei «controllava tutte le andate e i ritorni» e perché «era l’unico posto dove le celebrità non venivano disturbate». E aggiungeva: «Erano tutti molto beneducati, gentili, simpatici, gente normale e senza complicazioni.»

Ricordava un « cocktail dell’orrore », inventato una sera per una scommessa di Julian Lennon, allora di passaggio e alloggiato al Lake House: un misto di gin, vodka, Williamine, granatina e succo d’arancia, da cui spuntavano all’improvviso due antenne e poi un gamberetto vivo e vegeto. Quando Julian lo riportò da far assaggiare a Freddie, Brian e Roger, Freddie scoppiò a ridere alla vista della bestiola.

Le notti proseguivano a volte a casa sua. Roger Taylor la chiamava alle quattro del mattino per chiederle i suoi spaghetti, e tutta la compagnia si presentava: Roger, Brian, Freddie, a volte David Richards e John Deacon, e persino Erdal Kızılçay, il bassista di David Bowie. Brian May andava matto per il suo sugo di pomodoro; interrogato su cosa contenesse, Roger Taylor rispose che ci metteva « praticamente tutto, tranne il lavandino ». Di tutti, diceva, Freddie era il più calmo, timido e gentile.

2014: il Funky Claude’s Bar

L’Harry’s Bar ha chiuso il 4 agosto 2014, per lavori che l’hanno collegato dall’interno al nuovissimo Montreux Jazz Café aperto proprio accanto. Ha allora preso il nome di Funky Claude’s Bar, dal soprannome di Claude Nobs in «Smoke on the Water» («Funky Claude was running in and out»).

Il Funky Claude’s Bar, al Fairmont Le Montreux Palace.
Il Funky Claude’s Bar, al Fairmont Le Montreux Palace.© Reisememo.ch, CC BY

Una vetrina di strumenti leggendari

Nel cuore del bar, una vetrina riunisce strumenti emblematici del Montreux Jazz Festival: una chitarra di Lenny Kravitz e una conga dipinta di Carlos Santana, circondate da rare fotografie della collezione personale di Claude Nobs. Di che far rivivere le leggende del festival, un cocktail in mano.

La vetrina di strumenti del Funky Claude’s Bar: una chitarra di Lenny Kravitz e una conga di Carlos Santana.
La vetrina di strumenti del Funky Claude’s Bar: una chitarra di Lenny Kravitz e una conga di Carlos Santana.

Artisti collegati :PrinceClaude NobsDeep PurpleDavid BowieAretha FranklinJimi HendrixHerbie HancockQueenFreddie MercuryQuincy JonesCarlos SantanaLenny Kravitz

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