Rock & metal
Brian May

Brian May, chitarrista e compositore dei Queen, scoprì Montreux nell’estate del 1978, durante il primissimo soggiorno del gruppo, venuto a terminare l’album «Jazz» ai Mountain Studios. La sua Red Special, spinta in un amplificatore Mesa Boogie e nei suoi fedeli AC30, plasmò il suono di sette album registrati sul posto fino al 1995. Dopo la morte di Freddie Mercury, fu lui, insieme a Roger Taylor, a completare «Made in Heaven» in quello stesso studio del Casino.
Brian May: la Red Special sulle rive del Lemano
Una prima prova all’École de ballet
Quando i Queen arrivarono a Montreux per la prima volta, nel 1978, dovettero prima trovare dove provare prima di trasferirsi ai Mountain Studios. La scelta cadde su una piccola École de ballet chiusa per l’estate, il cui uso fu concesso solo a condizione che si trattasse di «un quartetto di musicisti venuti a lavorare un po’». Fu lì che Brian May spinse la sua Red Special in un amplificatore Mesa Boogie e nei suoi fedeli AC30. Il fotografo Peter Hince, che immortalò la scena, ricorda: «Il pianoforte a coda Steinway di Fred, oltre una tonnellata con il suo enorme flight case, ha danneggiato seriamente un parquet antico.»

Sette album, dal Casino ai Mountain Studios
La piccola prova all’École de ballet fu solo un preludio. I Queen si trasferirono poi ai Mountain Studios, nel Casino de Montreux, per terminare «Jazz», e il gruppo acquistò lo studio l’anno seguente. Brian May vi suonò la sua Red Special su sette album registrati tra il 1978 e il 1995: «Jazz» (1978), «Hot Space» (1982), «The Works» (1984), «A Kind of Magic» (1986), «The Miracle» (1989), «Innuendo» (1991) e «Made in Heaven» (1995).

Dal 2013, lo studio originale ospita la mostra Queen: The Studio Experience, mentre il muro e la porta coperti dai messaggi dei fan, proprio accanto, formano la Queen Tribute Wall.
«Under Pressure», la sua chitarra esclusa dal missaggio
Nel settembre 1981, David Bowie, allora residente sulla Riviera, passa ai Mountain Studios dove i Queen stanno lavorando. La visita si trasforma in un’improvvisazione collettiva, da cui nasce «Under Pressure», uscito il 26 ottobre 1981 e numero uno delle classifiche britanniche. Brian May vi suona il riff principale alla chitarra elettrica, in uno stile arpeggiato che riproporrà ancora oggi dal vivo.
Al momento del missaggio, però, è la versione acustica, registrata dapprima come semplice demo, a essere imposta da Bowie, che cancella quasi del tutto la chitarra elettrica di Brian May. Lui lo ricorda con un mezzo sorriso: «Ricordo di aver detto a David: sembra dei Who, no? Mi rispose: be’, non suonerà più come i Who quando avrò finito!» (MusicRadar)
Brian May ha a lungo rimpianto quella scelta: «Onestamente non mi è mai piaciuto come è stato missato. Ma riconosco che funziona.» Dal vivo, invece, i Queen hanno sempre suonato il brano molto più pesante, con la chitarra di Brian May in primo piano.
Due apparizioni alla Rose d’Or
Il 12 maggio 1984, al Petit Palais, i Queen si esibiscono per la prima volta in pubblico a Montreux, nell’ambito del versante rock della Rose d’Or, un festival televisivo oggi scomparso. Il gruppo mima quattro brani di «The Works», tra cui «Tear It Up», firmato da Brian May.

Torna due anni dopo, l’11 maggio 1986, questa volta al Casino de Montreux, per interpretare «One Vision», «A Kind of Magic», «Friends Will Be Friends» e «Hammer to Fall», quest’ultimo firmato da Brian May e portato sul palco dal suo riff e dal suo assolo di chitarra.
«Made in Heaven», completato senza Freddie
Nel 1993, Brian May, Roger Taylor e John Deacon tornarono ai Mountain Studios per completare le tracce che Freddie Mercury aveva registrato all’inizio del 1991, prima della sua morte. Brian May ha ammesso di aver esitato all’inizio: «Credo che fossi riluttante a riaprire quelle scatole e a confrontarmi lì con la voce di Freddie» (brianmay.com, gennaio 2022). Fu Roger Taylor a rilanciare il lavoro dal proprio studio, prima che Brian si occupasse di alcuni brani, ricostruendo pazientemente le parti vocali per ricreare l’illusione di un gruppo che registra insieme.
Uscito nel novembre 1995, «Made in Heaven» divenne l’album più venduto dei Queen al momento della pubblicazione.
Il Mercury Phoenix Trust e la statua di Freddie Mercury
Nell’aprile 1992, Brian May fondò con Roger Taylor e il manager Jim Beach il Mercury Phoenix Trust, una fondazione contro l’AIDS nata grazie al concerto tributo di Wembley. È questa fondazione che oggi fa vivere, a Montreux, la mostra Queen: The Studio Experience.
Il 25 novembre 1996, Brian May assiste, sulla piazza del Mercato, all’inaugurazione della statua di bronzo di Freddie Mercury, accanto a Roger Taylor, Montserrat Caballé e i genitori del cantante. Profondamente colpito, ne trarrà «No-One But You», che eseguirà per la prima volta dal vivo anni dopo, proprio a Montreux.
Cinque apparizioni al Montreux Jazz Festival
Oltre a quella prova del 1978, Brian May torna più volte al Montreux Jazz Festival nel corso dei decenni, dapprima come ospite di altre headliner prima di diventare lui stesso protagonista. Cinque apparizioni sono documentate:
- 18 luglio 1990, al Casino de Montreux, al fianco di B.B. King.
- 6 luglio 1994, all’Auditorium Stravinski, con «Paul Rodgers and Friends».
- 6 luglio 2001, all’Auditorium Stravinski, con Steve Lukather e Larry Carlton.
- 7 luglio 2001, all’Auditorium Stravinski, per un omaggio alla Sun Records.
- 19 luglio 2013, all’Auditorium Stravinski, come headliner con Kerry Ellis, il giorno del suo compleanno.
The Candlelight Concerts, in duetto con Kerry Ellis
Il 19 luglio 2013, giorno del suo compleanno, Brian May sale sul palco dell’Auditorium Stravinski con la cantante Kerry Ellis, per la penultima data del loro tour «Acoustic by Candlelight». Circondato da candele e accompagnato al pianoforte da Jeff Leach, il duo propone un set in gran parte acustico che unisce classici dei Queen («We Will Rock You», «Crazy Little Thing Called Love», «Somebody to Love»), cover e brani propri (brianmay.com, aprile 2014).
Quella sera vide anche la primissima esecuzione dal vivo di «No-One But You (Only the Good Die Young)», canzone che Brian May aveva scritto dopo essere stato profondamente colpito dall’inaugurazione della statua di Freddie Mercury a Montreux, nel 1996.
Il concerto uscì l’anno seguente con il titolo «The Candlelight Concerts – Live at Montreux 2013», in CD, DVD e Blu-ray.
Glion, un balcone sul lago
A oltre quarant’anni dalla registrazione di « A Kind of Magic » a Montreux, Brian May resta legato alla Riviera. Nel marzo 2025 condivideva ancora una foto di un tramonto scattata da Glion, sopra Montreux — « just another sunset over the lake » —, proprio accanto all’Hôtel Victoria. Il lago superiore e il suo panorama fanno, per lui come per i Queen, parte dello scenario.
Video
Brian May e Kerry Ellis, « No One but You », The Candlelight Concerts, Auditorium Stravinski, Montreux (2013).
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