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Glion

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Dalla terrazza del Buffet de la Gare di Glion, il panorama sul Lemano e sulle Alpi.
© Odile Meylan
Dalla terrazza del Buffet de la Gare di Glion, il panorama sul Lemano e sulle Alpi.
Tipo
Villaggio in balcone & stazione di montagna
Indirizzo
Glion, Montreux

A circa 700 metri, aggrappato sopra Montreux e Territet, Glion è uno dei più bei belvedere della Riviera. Vi si sale in tre modi: in auto, con la ferrovia a cremagliera da Montreux, o con la funicolare che risale da Territet, una delle più antiche della Svizzera. Nella Belle Époque, i suoi grandi alberghi attiravano una clientela internazionale venuta per l’aria e il panorama; oggi il villaggio ospita la celebre scuola alberghiera Glion Institute of Higher Education e la Clinique Valmont, dove si sono curati ballerini, scrittori e artisti. Glion è anche una tappa sulla linea mitica che porta ai Rochers-de-Naye, a 2042 metri.

Glion, il balcone di Montreux

Tre modi per salire a Glion

Arroccato a circa 700 metri sopra il lago, Glion si raggiunge con facilità: in auto per la strada a tornanti, con la ferrovia a cremagliera che sale da Montreux dal 1909 sulla linea dei Rochers-de-Naye, con la funicolare che risale da Territet, inaugurata nel 1883 e una delle più antiche della Svizzera, o a piedi lungo i sentieri e le scale che salgono dalla riva. Dalla terrazza del Buffet de la Gare, la ricompensa è immediata: tutto il Lemano e le Alpi si aprono d’un tratto.

Una copertina jazz scattata alla stazione di Glion

Glion ha la sua copertina di disco. Nel 1969, il trombettista americano Clark Terry, mentore di Miles Davis e Quincy Jones, si esibisce al Montreux Jazz Festival con una big band. Per l’album tratto dal concerto, « Clark Terry at the Montreux Jazz Festival » (1970), la foto di copertina è scattata in cima alla funicolare, alla stazione di Glion, con il lago sotto; sul retro appare il castello di Chillon. Lo scenario di Glion diventa così, letteralmente, la copertina del jazz.

La copertina di « Clark Terry at the Montreux Jazz Festival » (1970): una foto scattata in cima alla funicolare, alla stazione di Glion.
La copertina di « Clark Terry at the Montreux Jazz Festival » (1970): una foto scattata in cima alla funicolare, alla stazione di Glion.© Polydor

Il Montreux Jazz Train, il jazz sulle rotaie

La linea che attraversa Glion ha a lungo vibrato al suono del jazz. Dal 1991 al 2019, il Montreux Jazz Train ha fatto parte della festa: nato da un’idea di Niklaus Mani, della MOB, e subito adottato da Claude Nobs, fanatico dei treni al punto di volerne ogni giorno: aggiungeva agli orari delle carrozze dove le bande suonavano dal vivo, in salita, in vetta e in discesa. Si saliva così fino ai Rochers-de-Naye, a 2042 metri, o verso Gstaad, al ritmo del jazz di New Orleans; un convoglio portava persino il nome « Funky Claude’s Jazz Train », in omaggio al fondatore.

La formula si è rinnovata fino alla fine: nel 2019 un treno bluegrass e rockabilly saliva ancora in vetta, ultima annata di un’avventura lunga quasi trent’anni. Sul lago, battelli musicali come il Brazil Boat e il Funky Claude’s Boat prolungavano la stessa idea. Resta il ricordo di una delle più belle trovate di Claude Nobs: portare la musica in montagna.

Un balcone caro ai musicisti

Il belvedere di Glion non ha mai smesso di attirare gli artisti. Nel marzo 2025, Brian May, chitarrista dei Queen, vi fotografava ancora un tramonto sul lago, proprio accanto all’Hôtel Victoria. E molto prima di lui, Henri Nestlé, fondatore della celebre casa di Vevey, aveva scelto Glion per passarvi le estati: è lì che morì, nel 1890.

Un belvedere della Belle Époque

Glion deve la sua fortuna all’hôtellerie. Tutto comincia nel 1854, quando il banchiere ginevrino Jacques-Marie-Jean Mirabaud fa costruire, a forma di chalet, il primo Hôtel Righi Vaudois: il suo successo lancia lo sviluppo del villaggio. Un secondo Righi Vaudois sorge accanto nel 1866, poi altri grandi alberghi, che nella Belle Époque attirano una clientela internazionale venuta a cercare l’aria pura e il panorama, teste coronate e scrittori compresi.

Di quell’epoca il villaggio conserva le sue ville, i viali ombrosi e quel gusto del panorama che invita alla sosta a ogni svolta.

Dalla scuola alberghiera a Maison Décotterd

Questa tradizione dell’accoglienza ha trovato un seguito. Nel 1962, i professori Walter Hunziker e Frédéric Tissot installano nell’ex Grand Hôtel Bellevue la prima scuola alberghiera universitaria privata della Svizzera, il Glion Institute of Higher Education: da allora forma quadri dell’hôtellerie da tutto il mondo. E dal 2021 il luogo ospita una tavola d’eccezione: dopo dieci anni al Pont de Brent, lo chef Stéphane Décotterd vi ha aperto Maison Décotterd, premiata dalla Guida Michelin, dove l’alta gastronomia si assapora di fronte al Lemano e alle Alpi. A Glion, l’arte di ricevere si trasmette e si gusta.

Il campus del Glion Institute of Higher Education, nell’ex Grand Hôtel Bellevue, sopra Montreux.
Il campus del Glion Institute of Higher Education, nell’ex Grand Hôtel Bellevue, sopra Montreux.

La Clinique Valmont

Glion ospita anche un’istituzione a parte: la Clinique Valmont, aperta nel 1905, che ha curato per oltre un secolo re, scrittori e artisti, da Maurice Béjart e Roland Petit a Grace Jones, prima di dedicarsi alla riabilitazione.

La porta dei Rochers-de-Naye

Semplice tappa per molti, Glion è in realtà la porta della montagna. È qui che il treno da Montreux inizia la sua lunga salita verso Caux e poi i Rochers-de-Naye, a 2042 metri. Tra lago e vette, il villaggio è il trait d’union di uno dei più bei viaggi ferroviari della Svizzera.

Una voce attorno a Freddie Mercury

Una voce tardiva lega Freddie Mercury a Glion. In « Love, Freddie » (2025), Lesley-Ann Jones riporta il racconto di una donna che si dice sua figlia, con cui il cantante dei Queen avrebbe trascorso del tempo all’Hôtel Victoria, tra il 1990 e il 1991, verso la fine della sua vita. Nulla è accertato: la testimonianza è inverificabile, e l’hotel non ha conservato alcuna traccia né confermato nulla. Da prendere per ciò che è : una voce.

Artisti collegati :Clark TerryBrian MayFreddie MercuryHenri NestléClaude Nobs

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