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Danza

Maurice Béjart

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Maurice Béjart

Maurice Béjart (1927-2007) è uno dei più grandi coreografi del XX secolo, colui che ha reso il balletto popolare e lo ha aperto alle folle. Dopo il Ballet du XXe siècle a Bruxelles, nel 1987 fonda il Béjart Ballet Lausanne e passa i suoi ultimi vent’anni in riva al Lemano. Il suo legame con Montreux e la sua musica è intimo: il suo spettacolo « Ballet for Life » (1996) è montato sulla musica dei Queen e di Mozart, in omaggio a Freddie Mercury; ha firmato anche un « Boléro » su Ravel e una « Sagra della primavera » su Stravinski. Aveva uno chalet a Veytaux, vicino a Montreux.

Maurice Béjart, la danza in riva al Lemano

Un gigante della danza

Nato a Marsiglia nel 1927, Maurice Béjart sconvolge il balletto del XX secolo portandolo fuori dalle sale ovattate verso gli stadi e i palazzi dello sport, davanti a migliaia di spettatori. Gli si devono opere diventate leggendarie: il suo « Boléro » sulla musica di Ravel, danzato su un grande tavolo rosso, la sua « Sagra della primavera » su Stravinski, o ancora la sua « Nona Sinfonia » di Beethoven. Dopo il Ballet du XXe siècle a Bruxelles, installa la sua compagnia a Losanna e fonda, nel 1987, il Béjart Ballet Lausanne.

Ballet for Life, l’omaggio a Freddie Mercury

Nel 1996, ispirato dall’album « Made in Heaven » e dalla volontà di accendere i riflettori sul dramma dell’AIDS, Maurice Béjart immagina « Ballet for Life » (nell’originale francese « Le Presbytère n’a rien perdu de son charme, ni le jardin de son éclat »), sulla musica dei Queen e di Mozart. L’opera rende omaggio a due scomparsi a quarantacinque anni: Freddie Mercury e Jorge Donn, il danzatore étoile della sua compagnia. Tutto nasce a Montreux. Nell’episodio « The Greatest » della serie d’archivio dei Queen, Roger Taylor ricorda: « Ho incontrato Maurice Béjart all’inaugurazione della statua di Freddie. Era un uomo affascinante; i suoi occhi di un blu acciaio si illuminavano e il suo entusiasmo ti trascinava. » E Brian May aggiunge: « Come avremmo potuto dire di no a un gigante di un’altra disciplina che veniva a chiederci di usare la nostra musica? »

Brian May, chitarrista dei Queen, suona tra i ballerini del Béjart Ballet Lausanne per « Ballet for Life ».
Brian May, chitarrista dei Queen, suona tra i ballerini del Béjart Ballet Lausanne per « Ballet for Life ».

Béjart affida i costumi all’amico Gianni Versace, fedeli al bianco e nero che i Queen portavano sul palco, e rifiuta ogni pathos. « Lo vedo come un balletto gioioso, né sinistro né disfattista », spiegava nel dossier stampa dello spettacolo. « Non è un balletto sulla morte, ma su persone morte troppo presto. » Su « It’s a Beautiful Day », « I Was Born to Love You » o « The Show Must Go On », la danza sposa l’emozione delle canzoni.

Il manifesto di « Ballet for Life », ancora in repertorio al Béjart Ballet Lausanne.
Il manifesto di « Ballet for Life », ancora in repertorio al Béjart Ballet Lausanne.

Lui stesso raccontava un colpo di fulmine, in un testo pubblicato dal Béjart Ballet Lausanne: « Colpo di fulmine per la musica dei Queen. Invenzione, violenza, umorismo, amore, c’è tutto. Li amo, mi ispirano, mi guidano e, di tanto in tanto, in quel no man’s land dove andremo tutti un giorno, Freddie Mercury, ne sono certo, si mette al piano con Mozart. » Da inguaribile ottimista, voleva un balletto sulla giovinezza e sulla speranza, « perché, nonostante tutto, the show must go on, come cantano i Queen ».

« Le Presbytère… » (Ballet for Life): il teaser su « The Show Must Go On » dei Queen, del Béjart Ballet Lausanne.

La prima pubblica ha luogo nel gennaio 1997 al Théâtre de Chaillot, a Parigi: i tre membri superstiti dei Queen vi suonano accanto a Elton John, in quella che resterà l’ultima apparizione sul palco di John Deacon. Filmato a Losanna lo stesso anno, lo spettacolo gira ancora per il mondo ed esce in DVD nel 2019, a favore del Mercury Phoenix Trust. « Ha cambiato il nostro modo di sentire la vita della musica dei Queen nel mondo », confida Brian May in « The Greatest ». « Sono molto fiero di quel momento in cui Queen, Mozart e Maurice Béjart si sono riuniti in un solo luogo. »

Maurice Béjart (in bianco) accanto a Elton John e a membri dei Queen, tra cui Brian May a destra.
Maurice Béjart (in bianco) accanto a Elton John e a membri dei Queen, tra cui Brian May a destra.© Richard Young
« The Greatest »: l’episodio della serie d’archivio dei Queen dedicato a « Ballet for Life », l’incontro di Queen, Versace e Maurice Béjart.

In riva al lago, tra Losanna e Montreux

Béjart amava la Riviera. Aveva uno chalet a Veytaux, a due passi dal castello di Chillon, ed era tra gli ospiti fedeli del Palais Oriental a Montreux. Come altri grandi nomi della danza, fu curato alla Clinique Valmont, sulle alture di Glion. Si è spento a Losanna nel 2007, lasciando una compagnia che porta ancora il suo nome e fa vivere, stagione dopo stagione, la danza in riva al Lemano.

Il suo chalet di Sonchaux

Per molti anni, Maurice Béjart fece il suo rifugio di uno chalet arroccato a Sonchaux, sulle alture di Montreux-Veytaux. Antico ovile rinnovato e ampliato nel 1970, la casa di legno domina il lago e le montagne, esposta a sud-ovest, lontano da ogni frastuono. Il coreografo che riempiva gli stadi vi trovava il silenzio, l’aria delle cime e i tramonti sul Lemano.

Lì accanto sorge l’Auberge de Sonchaux, e i sentieri si lanciano verso i Rochers-de-Naye o in direzione di Caux. Tra una tournée e l’altra attraverso il mondo, è qui, di fronte alla montagna e a pochi minuti da Montreux e dal castello di Chillon, che l’uomo della danza tornava a rigenerarsi.

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