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Le Palais Oriental

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Le Palais Oriental
Tipo
Ristorante e galleria
Indirizzo
Quai Ernest-Ansermet 6, Montreux

Sui lungolaghi di Montreux, non lontano dalla place du Marché, un edificio in stile moresco spicca nel paesaggio: Le Palais Oriental, che i regionali chiamano ancora « le Hoggar », dal nome della pensione costruita qui nel 1960. Diventato ristorante, propone la cucina dell’Iran, del Libano e del Marocco in una cornice da Mille e una notte, affianca una galleria di tappeti persiani e d’arte, e figura da decenni tra i ritrovi delle celebrità di passaggio sulla Riviera.

Le Palais Oriental, le Mille e una notte sui lungolaghi

Aprile 1964: i Rolling Stones davanti al luogo

Molto prima del Palais Oriental, il luogo aveva già visto passare il rock: il 20 aprile 1964 i Rolling Stones tennero al Casino di Montreux la loro prima apparizione fuori dalla Gran Bretagna, per la trasmissione « Ready, Steady, Go! » registrata nell’ambito della Rose d’Or. Una fotografia scattata quel mese mostra il gruppo sui lungolaghi, nel punto che oggi occupa il ristorante.

I Rolling Stones nell’aprile 1964, nel luogo dell’attuale Palais Oriental.
I Rolling Stones nell’aprile 1964, nel luogo dell’attuale Palais Oriental.

« Le Hoggar »: un palazzo moresco del 1960

L’edificio è una delle case più inattese della Svizzera: un piccolo palazzo orientale posto di fronte al lago. Secondo il censimento architettonico del cantone di Vaud, questo « Hoggar » in stile moresco fu costruito nel 1960 dall’architetto Charles Jeanneret per Belroul Raha Ahmed, un uomo politico algerino stabilitosi in Svizzera nel 1957. Gli interni furono ornati di stucchi e ceramiche policrome realizzati da artigiani marocchini.

Troppo vasta per una sola famiglia, la dimora servì dapprima da pensione. Molti, sulla Riviera, la chiamano ancora oggi « le Hoggar », dal nome di quel massiccio del Sahara algerino.

Dal mar Caspio ai lungolaghi di Montreux

L’anima del luogo è il suo proprietario, Shahriar Gharibi. Nato nel 1952 in un villaggio del nord-ovest dell’Iran, vicino al mar Caspio e al confine azero, cresce in una modesta famiglia di undici figli. Grazie a uno zio cuoco al servizio della famiglia imperiale, raggiunge Teheran e la sua scuola alberghiera, poi la stazione sciistica di Shemshak, dove incontra una giovane svizzera impiegata all’ambasciata di Teheran.

La segue a Parigi nel 1981 e scopre una vocazione: responsabile del caviale e della gastronomia alla Maison de l’Iran, sugli Champs-Élysées, « puoi portare il ragazzo via dal mar Caspio, ma non porti il mar Caspio via dal ragazzo », riassume la Weltwoche. La coppia si stabilisce poi in Svizzera; dopo inizi difficili a Berna, trova un modesto impiego al Montreux Palace.

A un chilometro dall’albergo, il piccolo palazzo moresco dei lungolaghi lo attende. Lo rinnova e lo riapre nel 1988 con il nome di « le Palais »; solo dopo l’ampliamento, nel 1992, diventa « Le Palais Oriental » (immobilier.ch; Weltwoche).

Una cucina da Mille e una notte, una galleria di tappeti

Il menu riunisce le specialità dell’Iran, del Libano e del Marocco, tabulé, insalata shirazi, biryani, foglie di vite ripiene, che diversi critici hanno annoverato tra le migliori tavole persiane d’Europa. Fedele alle sue origini caspiche, Gharibi è anche importatore di caviale, autorizzato dalle autorità svizzere: con l’insegna « Caviar du Palais » rifornisce alberghi, ristoranti e privati di tutta la Svizzera, e propone queste uova di storione alla sua tavola.

Al piano superiore e alla Galerie du Palais, in rue du Quai 10, la casa espone pittori e calligrafi e conserva una rara collezione di tappeti persiani, tra cui splendidi tappeti di seta di grandi maestri contemporanei (sito ufficiale).

Il ritrovo delle celebrità

Teste coronate, attori, cantanti, politici: molti hanno gustato le specialità della casa. Nel 2015, durante i negoziati sul nucleare iraniano tenuti in Svizzera, il negoziatore americano John Kerry vi prese alloggio. Gharibi regalò a Lady Gaga, che ne era fan, una raccolta del poeta persiano dell’XI secolo Omar Khayyam; tra i suoi ospiti figurano anche il coreografo Maurice Béjart e Reza Pahlavi.

Il padrone di casa resta tuttavia discreto sulla maggior parte dei suoi clienti illustri, accontentandosi di qualche fotografia riposta, lontano dagli sguardi, nel suo ufficio al primo piano (immobilier.ch).

Due persiani di Montreux

Le Palais Oriental ha anche incrociato la strada di Freddie Mercury. Il cantante dei Queen forse non è mai entrato nel ristorante, ma aveva incontrato Shahriar Gharibi al Montreux Palace e si era interessato a uno dei suoi tappeti persiani. Lo invitò a casa sua, a Territet: i due uomini erano di origine persiana, ed è ciò che li aveva avvicinati.

Artisti collegati :Freddie MercuryThe Rolling StonesLady GagaMaurice Béjart

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