Montreux Music

Rock & metal

Jimi Hendrix

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Jimi Hendrix
© David Redfern / Redferns

Contrariamente a un’idea diffusa, Jimi Hendrix (1942-1970) non ha mai suonato al Montreux Jazz Festival: il suo nome non compare in alcun programma dalla fondazione del festival, nel 1967. La sua presenza a Montreux dipende da altro. Il chitarrista è passato dall’Harry’s Bar del Montreux Palace, diventato poi il Funky Claude's Bar, e ne ha firmato il libro d’oro. Quel registro, tenuto per dieci anni da Tania Gauger, conserva anche le firme di David Bowie, Aretha Franklin e Herbie Hancock. Eppure ci mancò poco. Alla fine dell’estate del 1970, Claude Nobs si reca al festival dell’isola di Wight, dove Hendrix suona il 30 agosto. Ne torna con l’idea di programmarlo a Montreux, insieme ai Doors. Il chitarrista muore il 18 settembre 1970, meno di tre settimane dopo; Jim Morrison scompare nel luglio 1971. Nessuno dei due salirà mai su un palco montreusiano.

Jimi Hendrix, la cometa del rock

Una carriera fulminea

Nato a Seattle nel 1942, Jimi Hendrix sconvolge il rock in pochi anni. Notato a Londra nel 1966, impone un modo di suonare la chitarra elettrica di libertà inaudita, tra blues, rock e sperimentazione sonora.

Il festival di Monterey nel 1967, dove brucia la chitarra, poi Woodstock nel 1969, dove decostruisce l’inno americano, ne fanno una leggenda. Muore a Londra il 18 settembre 1970, a ventisette anni, lasciando tre album in studio e l’immagine del più influente dei chitarristi elettrici.