Case, alberghi e ristoranti
Villa Dubochet
- Tipo
- Villa storica
- Indirizzo
- Villa Dubochet 10, 1815 Clarens
Non visitabile
La Villa Dubochet, nel notevole quartiere di ville protetto di Clarens, fu la dimora di Dad Régné, figura della vita notturna della Riviera. Vi aveva installato la sua discoteca privata e vi accoglieva le celebrità di passaggio sul Lemano: i Rolling Stones, l’artista Keith Haring, il comico Thierry Le Luron, i cantanti Julien Clerc e Véronique Sanson, e ancora Grace Jones, con cui ebbe una relazione. La villa custodisce la memoria di quegli anni in cui la Riviera attirava, lontano dai riflettori, una parte del jet set musicale.
Dad Régné e la villa delle notti di Montreux
Un figlio della festa
Nato a Thonon durante la Seconda guerra mondiale, Dad Régné arriva a Montreux come rifugiato, con la nonna, la madre e la sorella; il padre, ufficiale, muore in Francia. Dapprima meccanico di precisione, diventa decoratore da autodidatta e apre una boutique in rue de Bourg, a Losanna. Tutto cambia negli anni Sessanta quando il cantante Adamo gli affida la decorazione della sua casa e di uno studio in Belgio: nasce un’amicizia, si aprono le porte.
Il re delle discoteche
«A un certo punto, tre quarti delle discoteche di Losanna erano state decorate da mio padre», ricorda il figlio Patrick. Trasforma il Darling in un giardino dell’antica Roma, arreda lo Snob con mantici giganti come tavoli, ricostruisce una stazione della metropolitana parigina a Oron-le-Châtel. Sovrapponendo antichità, secoli e stili, ispirandosi a Dalí e Magritte, colleziona anche le carrozze, più di quaranta in tutto, per gusto di un tenore di vita d’altri tempi.
La villa e le sue star
Nella sua villa della cité Dubochet, a Clarens, Dad Régné installa la sua discoteca privata e vi attira le celebrità: i Rolling Stones, Keith Haring, Thierry Le Luron, Julien Clerc, Véronique Sanson, e anche Grace Jones, con la quale ebbe una relazione. Sposato tre volte, coltivava un’arte di ricevere che ha alimentato la sua leggenda.
La saga dell’Alcazar
Venuto a trattare delle ferramenta per porte in un edificio del Grand Hôtel de Territet, vi scopre una sala dimenticata da tutti e se ne innamora. Mentre il proprietario voleva raderla al suolo per un parcheggio, la acquista, la restaura e vi fonda un ristorante, un museo per le sue carrozze e il Théâtre de l’Alcazar, con cene-spettacolo, feste e concerti. Devastato da un incendio nel 1984, l’Alcazar rinasce nel 1990 con Grace Jones in cima al cartellone, prima che un secondo incendio, nel 2012, ne acceleri il declino.
Il custode del patrimonio
A lui si deve anche la salvaguardia di diversi gioielli di Montreux: le ville Dubochet, dove abitava, il mercato coperto e l’Alcazar. Presidente tenace dell’associazione per la protezione dei siti di Montreux, si è spento il 18 febbraio 2023, a pochi mesi dagli 82 anni. «Ha segnato le notti di Montreux, e anche le giornate», lo saluta l’ex sindaco Laurent Wehrli (24 heures).
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