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Rock & metal

Leonard Cohen

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Leonard Cohen
Leonard Cohen sul palco del Montreux Jazz Festival, dove suonò cinque volte, qui nel 2013. © Lionel Flusin.

Leonard Cohen (1934-2016), poeta e cantautore canadese dalla voce grave, ha regalato al Novecento alcune delle sue più belle canzoni, da « Suzanne » a « Hallelujah ». Fu uno degli ospiti più amati del Montreux Jazz Festival, dagli esordi nel 1976 fino alla sua ultima venuta nel 2013.

Leonard Cohen a Montreux, 1976-2013

1976: il concerto d’apertura

Il 25 giugno 1976, Leonard Cohen debutta a Montreux aprendo la 10ª edizione del festival, al Casino de Montreux. Un concerto di ventisei canzoni, attingendo a un repertorio già classico — « Bird on the Wire », « Suzanne » — davanti a un pubblico conquistato da quella voce grave e da quelle parole di poeta.

Nove anni dopo, il 9 luglio 1985, torna al Casino, tra due album, fedele al festival che lo aveva rivelato al pubblico svizzero.

1984: una Rosa d’Oro

Il legame di Leonard Cohen con Montreux non passa solo dal jazz. Nel 1984, il suo film musicale « I Am a Hotel » vi vince la Rosa d’Oro, il gran premio del prestigioso festival internazionale della televisione di Montreux.

Girato nel 1983 al King Edward Hotel di Toronto, questo cortometraggio di mezz’ora mette in scena, attraverso il canto e la danza, gli amori del personale e dei clienti di un albergo, con Cohen stesso come narratore. Vi si ascoltano « Suzanne », « Chelsea Hotel #2 », « The Guests » e « The Gypsy’s Wife ». Trasmesso in Canada il 7 maggio 1984, trova a Montreux il suo più alto riconoscimento.

« I Am a Hotel », il film musicale di Leonard Cohen (1983), Rosa d’Oro di Montreux 1984.

2008: il grande ritorno

L’8 luglio 2008, Leonard Cohen ritrova Montreux dopo più di vent’anni, all’Auditorium Stravinski, per la 42ª edizione. Ha settantatré anni e ha appena ripreso la strada dopo una lunga assenza dalle scene; la sua tournée mondiale, acclamata ovunque, fa di questo ritorno uno degli eventi dell’anno musicale.

A Montreux come altrove, il pubblico ritrova un artista all’apice: la dizione precisa, l’umorismo discreto, e quel modo di inginocchiarsi sul palco, il microfono tenuto con entrambe le mani, come in offerta.

Quella sera il concerto si apre con « Dance Me to the End of Love » e si snoda per quasi tre ore e venticinque canzoni, sorrette da un gruppo di nove musicisti e coriste, tra cui la sua fedele complice Sharon Robinson. Recita « A Thousand Kisses Deep » senza musica; davanti a cinquemila spettatori raccolti, la sala canta con lui « Suzanne ».

2013: l’addio

Il 4 e 5 luglio 2013, Leonard Cohen torna un’ultima volta all’Auditorium Stravinski, due sere di fila, nell’ambito dell’« Old Ideas World Tour ». Come nel 1976, apre il festival: trentasette anni separano queste due aperture, e il cerchio si chiude sullo stesso palco montreusiano.

Cappello in testa, abito impeccabile, ringrazia il suo pubblico in ginocchio, prendendosi il tempo di nominare ciascuno dei suoi musicisti. Sarà la sua ultima venuta: alla sua morte, il 7 novembre 2016, il festival gli rende omaggio — « So long, Leonard » (swissinfo.ch).

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