Arti visive
Romero Britto

Romero Britto, nato a Recife nel 1963 e stabilitosi a Miami, è il fondatore dell’Happy Art Movement: campiture di colori vivi bordate di nero, tra Picasso e la pubblicità. L’incontro con Claude Nobs ne ha fatto uno degli artisti più presenti nel paesaggio montreusiano, dal giardino del Palace ai manifesti del festival.
Romero Britto a Montreux: due manifesti, una scultura e un logo
1999 e 2010: i manifesti del festival
Ogni anno il Montreux Jazz Festival affida il suo manifesto a un artista. Romero Britto ne ha firmati due, nel 1999 e poi nel 2010 per la quarantaquattresima edizione; ne disegnerà un terzo nel 2020, per l’estate senza festival. Nello stesso 1999 crea anche il logo di Montreux Sounds, l’etichetta di Claude Nobs.

Quello del 2010 mostra un ragazzo che suona la chitarra, il suo cane seduto su un tamburo. Entrambi i manifesti ufficiali figurano nella grande galleria dei manifesti, sulla scheda del festival.
2006: la scultura dei quarant’anni
Per i quarant’anni del festival, Britto installa nei giardini del Fairmont Le Montreux Palace un cuore d’acciaio arancione a pois posato su una nota blu, zoccolo giallo e scritta a mano: «Montreux Jazz Festival, 40 years». L’opera si trova nella parte privata del giardino, a pochi metri dalla statua di Claude Nobs e dai busti del jazz, e si lascia vedere dai lungolaghi.
Il logo della Claude Nobs Foundation
Dopo la morte di Claude Nobs, è ancora Britto a disegnare il logo della Claude Nobs Foundation, che veglia sugli archivi del festival, iscritti nel registro Memoria del mondo dell’UNESCO. Già nel 2010 aveva dipinto, direttamente nei giardini del Montreux Palace, un’Alfa Romeo appartenente a Claude Nobs e Thierry Amsallem (Claude Nobs Foundation).

2020: «Silent Shores», l’estate senza festival
Nel 2020 la pandemia impedisce al festival di svolgersi. Anziché lasciare l’estate vuota, il Montreux Jazz Festival chiede a diciassette autori di manifesti delle edizioni passate di rispondere a un tema: «Silent Shores», le rive silenziose. Britto è tra loro: il suo manifesto impila le montagne in scacchiere colorate, fa correre «Montreux» a grandi lettere sopra il lago e semina cuori segnati dalla parola «jazz». I disegni sono stati tirati in cento esemplari, e il pubblico è stato invitato a comporre il proprio manifesto sullo stesso tema (Montreux Jazz Festival).
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