Montreux Music

Jazz, soul & blues

George Benson

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George Benson

George Benson (nato nel 1943 a Pittsburgh) è uno dei più grandi chitarristi jazz, oltre che un cantante soul di successo planetario. Dallo swing puro degli esordi al successo « Give Me the Night », ha fatto di Montreux una delle sue case: dal suo primo concerto nel 1986 al suo venticinquesimo passaggio nel 2017, pochi artisti vi sono tornati così spesso.

George Benson a Montreux

1986: Live at Montreux

George Benson suona per la prima volta a Montreux il 18 luglio 1986, al Casino de Montreux, per la 20ª edizione. È allora all’apice: « Breezin’ » (1976) e « Give Me the Night » (1980) hanno fatto di questo chitarrista jazz una star mondiale, capace di cantare all’unisono con le proprie linee di chitarra.

George Benson, « Turn Your Love Around », al Montreux Jazz Festival 1986.

Quasi vent’anni dopo, quel concerto esce con il titolo « Live at Montreux 1986 » (DVD nel 2005, doppio album nel 2023) e si impone come una delle sue più belle testimonianze dal vivo. Vi si ascoltano « Give Me the Night », prodotta da Quincy Jones nel 1980, e un folgorante « Take Five » preso in prestito da Dave Brubeck.

La copertina dell’album « Live at Montreux 1986 ».
La copertina dell’album « Live at Montreux 1986 ».

« George Benson fa parte di Montreux »

Benson non ha più smesso di tornare. Dopo il Casino degli anni Ottanta e Novanta — 1986, 1988, 1990, 1991 —, passa all’Auditorium Stravinski dal 1996, poi quasi ogni due o tre anni fino al suo venticinquesimo concerto, il 13 luglio 2017. Nel 1991, al Casino, divide persino il palco di Ray Charles, il tempo di un « This Masquerade » in cui la voce di Chaka Khan si mescola alla sua.

George Benson, « Nothing’s Gonna Change My Love For You », al Montreux Jazz Festival 1990.

Nel 2009, la vigilia del suo concerto, durante una jam notturna, B.B. King lo saluta come « il miglior chitarrista del mondo, in tutti gli stili ». L’indomani, all’Auditorium Stravinski, Benson snoda « Weekend in L.A. », « Nature Boy » e « 20/20 Vision »; il pianista giamaicano Monty Alexander lo raggiunge su « At the Mambo Inn », prima di due bis reclamati da una sala in piedi — un duello di scat con la cantante Rachelle Ferrell, poi un « On Broadway » finale.

« George Benson fa parte di Montreux », riassumeva Claude Nobs. « Ogni volta arriva con una musica diversa, musicisti diversi, ma sempre con lo stesso immenso talento e la stessa immensa anima. » Nel 2007 il chitarrista aveva del resto diviso il cartellone con il suo amico Al Jarreau.

George Benson in concerto al Montreux Jazz Festival 2015 (« Give Me the Night »).

2013: l’omaggio a Claude Nobs

Nel gennaio 2013 scompare Claude Nobs. L’estate seguente, Benson torna a Montreux per rendere omaggio al fondatore che lo aveva tanto accolto. Davanti alla telecamera di Montreux Jazz TV, ricorda la sua primissima venuta: « La prima volta che sono venuto a Montreux, sono rimasto sbalordito dalla cornice. » E racconta il suo primo incontro con Claude.

Nella stessa intervista, Benson dice il suo debito verso Nat King Cole, modello di eleganza, soavità e professionalità: « Nat King Cole aveva tutto », confida il chitarrista, che gli deve, a suo dire, una parte della sua arte.

George Benson, intervistato da Montreux Jazz TV il 18 luglio 2013, parla di Claude Nobs e Nat King Cole.

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