Musica classica
Wilhelm Furtwängler

Wilhelm Furtwängler (1886-1954), leggendario direttore dei Berliner Philharmoniker, è tra i più grandi direttori d’orchestra del XX secolo. Scelse Clarens, in riva al lago a ovest di Montreux, per vivervi i suoi ultimi anni, dal 1945 alla morte. Un busto, inaugurato nel 2016, lo omaggia al Port du Basset.
Wilhelm Furtwängler: un gigante del podio rifugiato a Clarens
Sul lago, verso Montreux (1930)
Quindici anni prima di trovarvi rifugio, Furtwängler conosceva già il Lemano. Il 18 maggio 1930 attraversa il lago in battello, verso Montreux, dove quella stessa sera deve dirigere la sua orchestra in tournée, i Berliner Philharmoniker.
Sul ponte, il direttore è così immerso nella partitura che eseguirà, la Prima sinfonia di Schumann, da arrivare a « dirigere » un’orchestra immaginaria, seduto davanti al suo quaderno. La scena, rimasta celebre, è stata colta da Paul Bose, flauto e ottavino della Filarmonica dal 1914 al 1940, munito di una Leica all’avanguardia.

La fuga in Svizzera
Wilhelm Furtwängler dirigeva i Berliner Philharmoniker, uno degli incarichi più prestigiosi della musica mondiale. Rimasto in Germania durante la guerra senza aver aderito al partito nazista, finì per diventare sospetto al regime stesso.
Nel dicembre 1944 chiede ad Albert Speer, ministro degli Armamenti e conoscente di lunga data, se la Germania possa ancora vincere la guerra. La risposta è no, e Speer gli consiglia di cogliere il primo pretesto per raggiungere l’estero. Il 23 gennaio 1945 Furtwängler tiene il suo ultimo concerto a Berlino; poco dopo viene avvertito che è pronto un mandato d’arresto della Gestapo a suo nome.
Il 28 gennaio 1945 dirige i Wiener Philharmoniker a Vienna, il suo ultimo concerto nel Reich, di cui si conserva la registrazione. A poche ore da un arresto, punta verso il Vorarlberg e varca la frontiera svizzera all’inizio di febbraio.
Alla fine di febbraio del 1945, ormai al sicuro, vede un suo concerto a Winterthur disturbato dal lancio di bombe puzzolenti: una parte della stampa svizzera vede dapprima in lui un dignitario culturale del Reich. Si rifugia in un sanatorio di Clarens, in riva al lago a ovest di Montreux, dove attende la fine della guerra e ritrova finalmente la moglie Elisabeth, nata Ackermann, sposata civilmente a Potsdam nel 1943, e il figlio Andreas, nato a Zurigo nel novembre 1944, che vede allora per la prima volta. È nell’Église libre de Montreux, oggi parte dell’Église réformée vaudoise, che fa benedire religiosamente il proprio matrimonio e battezzare il figlio, alla fine del 1945.
Ansermet, Fischer e il ritorno alla vita musicale
L’ostilità iniziale si attenua presto. Il direttore Ernest Ansermet, fondatore dell’Orchestre de la Suisse Romande, e il pianista Edwin Fischer sono tra gli amici e colleghi che lo aiutano a riprendere piede nella vita musicale del paese.

Dal 1947 Furtwängler torna a dirigere in Germania e in Austria, ma resta legato a Clarens e diventa una figura centrale del Festival di Lucerna, dove ritorna quasi ogni estate fino alla morte.
Scagionato, poi raggiunto da Karajan
Venuta la pace, Furtwängler deve passare per la denazificazione, pur non essendo mai stato membro del partito. Si tengono due processi, a Vienna nel gennaio 1946 e a Berlino in dicembre. Ne esce scagionato da ogni collaborazione e riacquista il diritto di dirigere.
Ma la prova lo ha segnato, e un rivale occupa ormai il campo: Herbert von Karajan, più giovane e in ascesa inarrestabile. Dal 1952 Furtwängler perde a poco a poco l’udito. Continua tuttavia a dirigere ai massimi livelli, mantenendo Clarens come punto d’ancoraggio.
Il busto del porto di Clarens
Furtwängler muore il 30 novembre 1954. Avrà trascorso quasi dieci anni legato a Clarens, sulle alture di Montreux.
Il 28 agosto 2016, la città gli rende omaggio con un busto di bronzo, installato al porto di Clarens, dove il direttore amava passeggiare. È opera dello scultore Bernard Bavaud, lo stesso che ha modellato i busti di Miles Davis, Richard Strauss e Igor Stravinskij sui lungolaghi montreusiani.
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