Rock & metal
Phil Collins

Prima batterista, poi cantante dei Genesis, Phil Collins (nato a Londra nel 1951) è una delle voci più vendute del pop degli anni Ottanta, da «In the Air Tonight» a «Against All Odds». Ma a Montreux si è festeggiato soprattutto il batterista. Con i Genesis vi si esibisce già nel 1987 al Casino, nell’ambito della Rose d’Or. Poi torna al Montreux Jazz Festival in quattro occasioni, nel 1996, 1998, 2004 e 2010; nel 1998 firma persino il manifesto ufficiale del festival, nato da uno dei suoi celebri scarabocchi di batterista. A lungo stabilitosi sulle rive vodesi del Lemano, torna nel 2022 al Château de l’Aile, a Vevey, per filmarvi il racconto della sua vita dietro i tamburi.
Phil Collins e Montreux: il batterista dietro il manifesto
Rose d’Or, 1986-1987: Montreux prima del jazz
Il primo appuntamento di Phil Collins con Montreux passa dalla televisione. Nel maggio 1986 i Genesis vengono a promuovere «Invisible Touch» alla Rose d’Or, il grande festival internazionale della televisione della città: il gruppo vi filma tre brani in playback per il piccolo schermo, senza suonare in pubblico. È la stessa edizione in cui i Queen ricevono la stampa su un battello del Lemano.
L’anno seguente, il 16 maggio 1987, i Genesis tornano per un vero concerto, questa volta al Casino di Montreux, in piena tournée «Invisible Touch». Per Phil Collins è la prima grande serata a Montreux: ancora cantante di un gruppo rock, non sa che presto tornerà da batterista jazz.
1996: un sogno da batterista con la Big Band
Il 17 luglio 1996, per la 30ª edizione del Montreux Jazz Festival, Phil Collins realizza un vecchio sogno: suonare jazz dietro una batteria, alla testa di una grande orchestra di una ventina di musicisti. Quella sera la bacchetta è tenuta nientemeno che da Quincy Jones, e gli ospiti si chiamano Tony Bennett e David Sanborn.
La richiesta di biglietti è tale che occorre aggiungere un concerto supplementare nel tardo pomeriggio. Ripreso dal festival, il concerto uscirà più tardi in video con il titolo «Live at Montreux 1996».
1998: l’anno di Phil Collins, nato da uno scarabocchio
Ogni anno Claude Nobs affidava il manifesto del festival a un artista diverso, dopo Andy Warhol, Keith Haring o David Bowie. Per il 1998 la scelta cade su Phil Collins, ma l’idea viene da più lontano: il fondatore del festival si era innamorato di uno degli «scarabocchi di batterista» del musicista, quel piccolo omino tondo che disegnava per gli autografi, venduto due anni prima a un gala di beneficenza.
Collins riprende dunque il motivo per il 32° festival: un batterista in piena estasi dietro i piatti. Assicurava, non senza malizia, che quel personaggio dai capelli radi non era un autoritratto. Il manifesto è serigrafato da Albin Uldry, a Berna, in 700 esemplari firmati e numerati. Lo stesso anno Collins risale sul palco dell’Auditorium Stravinski con la sua Big Band; il festival del 1998 resterà anche quello in cui Montreux ha aperto le porte alle musiche elettroniche. Una registrazione di «Pick Up the Pieces» comparirà sull’album «A Hot Night in Paris» (1999).
2004: il primo degli addii
Il 7 luglio 2004 Phil Collins sceglie l’Auditorium Stravinski per dare l’ultimissimo concerto della sua tournée «First Final Farewell Tour», un omaggio al vecchio amico Claude Nobs. Quella sera non è più il batterista jazz del 1996, ma la star del pop che ripercorre i suoi successi: venticinque brani, un trio di batteria in apertura con Chester Thompson e il percussionista Luis Conte, e il fedele bassista Leland Sklar al suo fianco.
Il concerto, uno dei più completi della sua carriera, esce in DVD e Blu-ray con il titolo «Phil Collins: Live at Montreux 2004», insieme al concerto della Big Band del 1996.
Il concerto ha anche una risonanza intima: è dal palco di Montreux, nel luglio 2004, che Phil Collins annuncia al pubblico la prossima nascita del figlio Matthew, nato a Ginevra qualche mese dopo.
2010: un ultimo passaggio, sul versante soul
Phil Collins torna un’ultima volta sulle rive del Lemano il 1º luglio 2010, per la 44ª edizione del festival. Questa volta né pop né big band: presenta «Going Back», il suo omaggio al soul e alla Motown degli anni Sessanta, circondato da coriste e da una sezione di fiati.
Sarà la sua ultima apparizione sul palco del Montreux Jazz Festival. Tra il concerto dei Genesis del 1987 e questa revue soul del 2010, Montreux avrà accompagnato, in quasi un quarto di secolo, le due vite del musicista: il pop e la batteria.
Château de l’Aile, 2022: il racconto di una vita da batterista
Nell’ottobre 2022, pochi mesi dopo aver annunciato il ritiro al termine dell’ultima tournée dei Genesis, Phil Collins torna sulla Riviera vodese. Dal 18 al 21 ottobre si stabilisce al Château de l’Aile, l’edificio neogotico che domina la Grande Place di Vevey, per una lunga serie di interviste filmate con il figlio Nic, anch’egli batterista.
Da quelle giornate è nato il documentario «Phil Collins: Drummer First» (2024), prodotto dalla piattaforma didattica Drumeo: per la prima volta racconta la sua carriera dal solo punto di vista della batteria, dagli esordi nei Genesis fino al passaggio di testimone a Nic sul palco. Lo scenario lemanico di questo testamento non è casuale: è nel canton Vaud che il musicista ha messo radici da quasi trent’anni.
Un vicino delle rive vodesi
Il legame di Phil Collins con la regione lemanica non si limita al palco. È a Losanna, alla pista di ghiaccio di Malley, che il 26 aprile 1994 incontra la vodese Orianne Cevey, mentre è in tournée per il suo album «Both Sides». Si stabilisce presto nel canton Vaud, a Begnins, sulle alture di La Côte, e dopo il divorzio a Féchy, dove conserva attrezzatura da studio. La coppia si era sposata nel luglio 1999 al Beau-Rivage Palace di Losanna, con Elton John tra gli invitati.
Nel febbraio 2000 Phil Collins e Orianne fondano la Little Dreams Foundation, su La Côte, che accompagna quasi duecento giovani talenti della musica, delle arti e dello sport. È per essa che riappare nel 2016, alla Salle Métropole di Losanna, in un gala in cui risale sul palco per la prima volta dal 2010. Siamo qui sulla sponda occidentale del Lemano, dal lato di Nyon, a una buona ora di strada da Montreux: Collins non è un figlio della Riviera, ma un frequentatore dello stesso lago.
Qui si misura ciò che avvicina l’artista a Montreux: meno una biografia locale che una duplice fedeltà, al lago in cui ha vissuto e a un festival che gli ha offerto, in più occasioni, di essere anzitutto un batterista.
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